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Grande successo per l’ultima commedia dialettale del Gruppo Teatrale Peranna di Montemonaco
Montemonaco, un paese di circa cinquecento abitanti, sabato 1 agosto ha visto affluire nel centro storico circa settecento persone per assistere alla nuova commedia dialettale del Gruppo Teatrale Peranna. In parte ciò è dovuto alla magia del teatro dialettale che cura il cuore e la memoria di un territorio, soprattutto se questo è stato ferito dal sisma dieci anni fa, come Montemonaco. In parte però, il numeroso pubblico si spiega con ciò che la locale compagnia teatrale ha saputo costruire nel tempo a beneficio dei residenti e del paese stesso.
Il piazzale Don Ameche, contornato dai suggestivi Torrioni di Montemonaco, si è presentato come una vera e propria arena gremita da cui sono partiti tanti applausi e risate ma anche silenzi carichi di commozione. La commedia in tre atti dal titolo originale, GIRA LA RUOTA fuma il camino, sciogli i nodi del tuo destino, scritta da Giulia Grilli, racchiude nello stesso tempo temi molto significativi e toccanti, e modi di fare e di dire caratteristici, spesso carichi di ironia, che ancora oggi sopravvivono nei ricordi dei meno giovani.
L’ultima fatica della compagnia amatoriale Peranna è stata riconosciuta da molti come un vero e proprio capolavoro, per niente scontato nei contenuti e di non di facile rappresentazione per la trama alquanto complessa. Eppure, con le sole forze di circa venticinque persone, tra attori e tecnici, tutti volontari e tutti appassionati, il gruppo teatrale ha visto ancora una volta raccogliere un grande successo che dà valore al paese e alla cultura locale.
L’apprezzamento del pubblico ha dimostrato che il teatro dialettale non deve necessariamente limitarsi alla battuta facile o al puro intrattenimento, ma può farsi veicolo di messaggi alti, complessi ed emozionanti. Mettendo in scena un sapiente equilibrio tra comicità travolgente e momenti di intenso dramma, la commedia ha toccato corde profonde: dal legame indissolubile con la terra e la montagna, agli antichi rituali contadini, dai segreti delle erbe medicamentose alla complessa trama delle dinamiche familiari che attraversano i secoli e gli archetipi.
Applausi quindi a scena aperta per tutto il cast composto sia dagli attori storici che dai più giovani, persino i bambini. Pur trattandosi di interpreti dilettanti, la naturalezza, i tempi comici e la capacità di commuovere hanno restituito un livello interpretativo di prim’ordine.
Alla base di tutto questo c’è un’avventura fantastica iniziata ventotto anni fa grazie alla determinazione, alla visione e alla penna della regista storica della compagnia, Giulia Grilli, autrice di quasi tutti gli spettacoli portati in scena. Un traguardo impressionante che conta oggi un repertorio di più di venti commedie interamente originali. Giulia Grilli è anche autrice di racconti e libri per l’infanzia ispirati alle leggende dei Sibillini.
Ciò arricchisce lo spessore dei testi teatrali permettendo di attingere al mito, al folclore e alla meraviglia tipica della narrativa per i più piccoli.
Nel corso di quasi tre decenni, la compagnia non ha regalato solo teatro: ha firmato la storia degli eventi comunitari con la Passione di Gesù e il Presepe vivente itineranti recitati dal vivo, le rievocazioni storiche come la Processione delle Canestrelle, la tradizionale Adorazione dei Magi e innumerevoli iniziative di solidarietà per la raccolta fondi a favore di popolazioni in difficoltà.
Ma il valore più grande di questa realtà risiede nella sua funzione sociale. Nelle lunghe e rigide sere d’inverno in montagna, le prove del gruppo teatrale diventano un fondamentale punto di ritrovo. Creano comunità, combattono l’isolamento, aiutano a socializzare e a mantenere viva l’energia del paese.
Particolarmente significativo e commovente è il dato emerso negli ultimi tempi: l’ingresso nel gruppo di bambini e bambine. La dimostrazione tangibile che la compagnia ha saputo “ben seminare” e che il testimone della memoria, custodito dalla lingua del dialetto, è pronto per essere raccolto dalle nuove generazioni. Una serata indimenticabile che dimostra, ancora una volta, come la cultura e l’amore per la propria terra possano fare grandi cose anche nei paesi più piccoli dell’entroterra.
Redazione




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