I Disoccupati piceni: “Con la provincia Ascoli-San Benedetto avremmo più peso”

I Disoccupati Piceni

Il gruppo dei Disoccupati Piceni lamenta una situazione di abbandono da parte della politica.

“Abbiamo avanzato tante proposte, per aiutare le famiglie ma nessuna è stata presa in considerazione. Non dimentichiamo, ci sono disoccupati che da 10 anni sono senza offerta di un occupazione o proposta di un colloquio. La maggioranza dei nostri rappresentanti non ha capito, la reale drammaticità della crisi del nostro tessuto industriale, e le conseguenze sempre più evidenti, come la carenza di un lavoro, che costringono numerosi giovani e meno giovani a cercare un reddito stabile fuori della nostra provincia. L’area di crisi complessa e peggio ancora il sisma, non hanno scosso minimamente i nostri rappresentanti a Roma e o a Bruxelles. Tante le promesse ma pochi o quasi nulli i risultati” dicono

“Serve a ben poco lamentarsi, le prossime elezioni, noi cittadini dobbiamo, essere più attenti e consapevoli nella scelta dei nostri rappresentanti. Purtroppo non è l’appartenenza a un partito che distingue un politico, un sindaco, un consigliere regionale o un parlamentare nazionale o europeo, nel rappresentare e ottenere risultati tangibili per il territorio. Tutti si presentano volontariamente, ma pochi si assumono pienamente le proprie responsabilità per cercare di portare miglioramenti alla vita dei cittadini” dicono.

Auspichiamo cambiamenti, per uscire da questa situazione, per le prossime elezioni, le segreterie dovranno selezionare meglio i candidati. Meglio non ripetere, l’errore di presentare, candidati che non hanno mai, partecipato a comizi e convegni. Esperienze, titolo di studio, conoscenza della situazione e presenza reale sui territori, e soprattutto chiediamo il rispetto del mandato di rappresentanza, in altre parole si ribadisce la necessità di organizzare incontri ogni due o tre mesi sui territori, per informare e ascoltare i cittadini. I programmi devono essere costruiti con la base, serve rinnovare il rapporto con i territori. Siamo convinti, solo in questo modo, con la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, si può invertire questa situazione.

“Altro punto dolente, è la distanza tra la cosiddetta “costa e interno”, il territorio è alquanto diviso, si deve cominciare a mettere da parte inutili campanilismi, forse è arrivato il momento di parlare della provincia “Ascoli-San benedetto”, sicuramente avremmo più peso e considerazione”.

Print Friendly, PDF & Email

Articolo Precedente

Sabelli si riconferma un alleato per la marca del distributore

Articolo Successivo

Bilancio al voto, Capriotti: «Siamo incapaci di attirare fondi europei»