Il Piceno si racconta al mondo: due giorni tra arte, sapori e vigneti conquistano i buyer del Nord Europa

 

Si è concluso oggi un viaggio che potrebbe cambiare il destino turistico di un intero territorio. Quarantotto ore di immersione totale nel cuore del Piceno — tra le piazze di travertino di Ascoli, i vicoli silenziosi di Offida, le cantine profumate di vino nuovo e le tavole imbandite con i piatti della tradizione — hanno lasciato il segno nei quindici professionisti del turismo provenienti da Danimarca, Norvegia, Polonia, Lituania, Ungheria e Repubblica Ceca che hanno partecipato all’educational tour organizzato nell’ambito del progetto ATI Picenonext.
Non si tratta di turisti. Si tratta di persone che, tornate nei loro uffici di Varsavia, Oslo, Praga o Vilnius, decideranno se e come inserire il Piceno nei cataloghi che propongono ogni anno a decine di migliaia di viaggiatori. Convincerli non si fa con le parole: si fa portandoli qui, facendogli respirare quest’aria, assaggiare questi sapori, toccare con mano questa storia. Ed è esattamente quello che il progetto Picenonext ha fatto, con una regia professionale che non ha lasciato nulla al caso.

Il progetto: quando le imprese fanno squadra
Prima di raccontare il viaggio, vale la pena capire cosa c’è dietro. Il progetto Picenonext nasce dall’intuizione che nel turismo, come in molti altri settori, la somma delle parti vale più dei singoli addendi. L’Associazione Temporanea di Imprese che lo anima raggruppa cinque realtà ricettive del territorio: Hotel La Perla Preziosa, Eurotel, Food and Relax Tour Operator, Hotel Casale ed Hotel Relax. Realtà diverse per dimensione, vocazione e collocazione geografica, ma unite da un obiettivo comune: portare il Piceno sui mercati internazionali con un’offerta integrata, coerente e competitiva. Il progetto è finanziato in forza del programma POR FESR 2021-2027 della Regione Marche, nell’ambito dell’azione 1.3 dedicata al rafforzamento della crescita sostenibile e della competitività delle piccole e medie imprese. Una misura che trasforma risorse pubbliche europee in opportunità concrete di sviluppo per le imprese locali e, per estensione, per l’intero tessuto economico e sociale del territorio.
A tenere in mano i fili dell’operazione è Comitel & Partners Srl di Ascoli Piceno, società guidata dalla dott.ssa Alessandra Rozzi e dal dr. Piergiorgio Togni, che ha curato con competenza e visione strategica ogni aspetto dell’iniziativa: dall’ingaggio dei buyer internazionali alla costruzione del programma di visita, dalla logistica alla cura dei dettagli che trasformano un viaggio di lavoro in un’esperienza memorabile.

Ascoli Piceno: la città che non finisce mai di sorprendere
Chi conosce Ascoli Piceno sa che è impossibile restarle indifferenti. Chi la vede per la prima volta, invece, quasi non ci crede. La perfezione geometrica di Piazza del Popolo, la luce che rimbalza sul travertino bianco, la stratificazione di duemila anni di storia in ogni vicolo del centro storico: Ascoli è una città che parla da sola, e che non ha bisogno di presentazioni enfatiche per fare colpo. I tour operator nordeuropei hanno avuto due giorni interi per lasciarsi conquistare da questa città straordinaria, passeggiando tra le sue strade medievali, affacciandosi sui ponti romani, scoprendo chiese, torri e palazzi nobiliari che raccontano una civiltà urbana di straordinaria raffinatezza. Per molti di loro — abituati a proporre ai propri clienti mete come Roma, Firenze o Venezia — Ascoli Piceno ha rappresentato una rivelazione: una città d’arte di primissimo livello, ancora lontana dai circuiti del turismo di massa, capace di offrire quella qualità dell’esperienza che il viaggiatore contemporaneo cerca sempre più difficilmente nelle grandi destinazioni.

Luigi Silvestri e le Osterie Francescane: quando il cibo è memoria
Se c’è un luogo che riassume in sé tutta la complessità e la ricchezza di Ascoli Piceno, quel luogo è il Chiostro Maggiore di San Francesco. Un capolavoro dell’architettura gotico-rinascimentale, un silenzio prezioso nel cuore della città, uno spazio che ha attraversato i secoli conservando intatta la propria capacità di emozionare. È qui che i tour operator internazionali si sono seduti a tavola, ospiti delle Osterie Francescane, il ristorante che da anni ha scelto questo luogo straordinario come cornice della propria proposta gastronomica. Ad accoglierli con la professionalità e il calore di chi sa che ogni pasto in quel chiostro è un’occasione unica è stato il titolare Luigi Silvestri: ristoratore, certo, ma prima di tutto narratore appassionato di una città e di una cucina che sente come proprie. Silvestri ha guidato i suoi ospiti nordeuropei in un viaggio dentro la storia del luogo — le origini francescane, le trasformazioni architettoniche, il senso di quel porticato che sembra sospeso nel tempo — e poi ha portato tutto quel racconto a tavola, attraverso i piatti della tradizione ascolana. La regina della serata, inevitabilmente, è stata lei: l’oliva ascolana. Silvestri ne ha descritto la ricetta con la precisione di chi conosce ogni segreto e la passione di chi sa che dietro quella ricetta c’è una storia di famiglie, di domeniche, di competizioni affettuose tra generazioni di cuoche. Un piatto che è identità, prima ancora che gastronomia. Per i buyer stranieri, ascoltare quella storia mentre degustano quel sapore è stato un momento di comprensione profonda di cosa significa il Piceno — e di perché vale la pena portarci i propri clienti.

L’Assessore Ferretti: la politica che investe sul futuro
La cultura dell’accoglienza, nel Piceno, non si ferma ai ristoratori e agli albergatori. Durante la tappa ascolana, i tour operator hanno incontrato l’Assessore comunale Donatella Ferretti, che ha voluto essere presente di persona per portare il saluto e la visione dell’amministrazione cittadina. L’incontro non è rimasto sul piano del protocollo. L’Assessore Ferretti ha proposto con decisione l’apertura di una collaborazione strutturata tra la città di Ascoli Piceno e le istituzioni dei territori di provenienza dei buyer presenti: un’alleanza culturale e istituzionale che vada oltre la dimensione commerciale del turismo e costruisca ponti duraturi tra comunità, università, associazioni culturali e amministrazioni locali. Una visione ambiziosa, che inquadra l’educational tour non come un evento isolato ma come il primo passo di una strategia di lungo periodo per il posizionamento internazionale della città. La presenza dell’Assessore al fianco degli imprenditori e degli operatori del turismo manda un segnale importante: ad Ascoli Piceno, le istituzioni e il tessuto produttivo remano nella stessa direzione. E quando questo accade, i risultati arrivano.

Offida: il borgo dove il tempo ha un altro ritmo
Nel pomeriggio il gruppo ha lasciato Ascoli per raggiungere Offida, uno dei borghi più belli e meno conosciuti delle Marche meridionali. Arroccata sulle colline tra le valli del Tronto e dell’Aso, circondata da un paesaggio di vigneti e campi coltivati che cambia colore con ogni stagione, Offida è il tipo di luogo che i viaggiatori nordeuropei cercano senza sapere esattamente dove trovarlo: un posto autentico, integro, non ancora consumato dal turismo di massa, dove la vita scorre ancora secondo ritmi che il mondo moderno ha quasi dimenticato.
L’aria fresca e profumata delle colline, così diversa dall’aria marina dei giorni precedenti, ha accolto il gruppo come un benvenuto silenzioso. Le strade del centro storico, le chiese medievali, i belvedere affacciati sulla valle: ogni angolo di Offida racconta qualcosa. Ma il momento più intenso è stato l’incontro con le Merlettaie, custodi di un’arte antichissima che in questo borgo ha trovato la sua casa elettiva. Il merletto a tombolo di Offida non è semplicemente un prodotto artigianale: è un patrimonio culturale immateriale riconosciuto, una forma di sapere tramandata di madre in figlia per secoli, che sopravvive non per inerzia ma per la scelta consapevole di donne che hanno deciso di non lasciarlo morire. Osservare le loro mani muoversi con precisione millimetrica tra i fuselli, ascoltare il suono ritmico del lavoro, capire la complessità di un intreccio che può richiedere centinaia di ore per pochi centimetri di pizzo: è un’esperienza che non si dimentica. I buyer nordeuropei l’hanno vissuta con quella forma di attenzione silenziosa che è il massimo riconoscimento che un visitatore straniero possa tributare a una tradizione che non è la sua.

Cantina Velenosi: dieci calici, un territorio
La chiusura del tour non poteva avere teatro migliore. La Cantina Velenosi, realtà vitivinicola di fama internazionale con sede nel cuore del Piceno, ha accolto il gruppo per quello che si è rivelato uno degli appuntamenti più ricchi e coinvolgenti dell’intero programma. A fare gli onori di casa è stato Matteo Velenosi, figlio della fondatrice Angela, che ha accompagnato i buyer in una degustazione di dieci etichette tra le più rappresentative della produzione aziendale. Non una semplice sequenza di assaggi, ma un racconto: la storia di ogni vitigno, la specificità dei terroir piceni, le scelte agronomiche e le tecniche di vinificazione, il legame profondo tra questo vino e questa terra. Matteo Velenosi ha saputo coniugare competenza tecnica, capacità narrativa e quella simpatia autentica che rende un esperto anche un compagno piacevole di viaggio — e i buyer nordeuropei, si sa, quando trovano un interlocutore così, non dimenticano facilmente né lui né i vini che ha fatto loro scoprire. Il Pecorino, il Rosso Piceno Superiore, il Falerio, il Lacrima di Morro d’Alba: nomi che fino a pochi giorni fa erano estranei ai palati di Oslo, Praga o Budapest, e che oggi hanno un’identità precisa, un profumo riconoscibile, una storia da raccontare. Nel mercato del turismo enogastronomico — uno dei comparti in più rapida crescita nell’industria dei viaggi europea — questo è un vantaggio competitivo di primissimo piano.

Hotel Casale: l’ospitalità che fa la differenza
Per tutta la durata del tour, il gruppo ha soggiornato presso l’Hotel Casale di Colli del Tronto, struttura dell’ATI Picenonext che ha avuto la responsabilità e il privilegio di rappresentare la qualità ricettiva del territorio agli occhi di quindici professionisti abituati a valutare gli hotel con sguardo critico e professionale. Il titolare Vincenzo Spinelli ha trasformato quella responsabilità in un’opportunità di eccellenza. La qualità dei servizi, la cura degli ambienti e — soprattutto — quella calorosa ospitalità personale che non si impara sui manuali di management ma che si porta dentro, come vocazione, hanno ricevuto apprezzamenti sinceri da tutti i componenti della delegazione. In un settore dove l’esperienza dell’ospite è tutto, Vincenzo Spinelli e il suo Hotel Casale hanno dimostrato che il Piceno sa accogliere con il cuore, oltre che con la professionalità.

I protagonisti: i volti di un futuro possibile
Un’iniziativa come questa vale quanto le persone che la abitano. Per questo vale la pena ricordare i nomi dei tour operator che hanno scelto di investire il loro tempo nel Piceno e che, da oggi, ne sono i primi ambasciatori nel mondo: Katrine Flemmer Nielsen di Bering Travel (Danimarca), Martin Janík di CK Turista (Repubblica Ceca), Mateusz Rogowski di Nature Travel (Polonia), Adomas Pėkis e Laura Pekiene di Piligrimas Travel (Lituania), Aleksandra Banaś di Primoris Travel (Polonia), Alexandra Maria Horvath di Proko Travel (Ungheria), Kristin Fjaeran di Sagareiser (Norvegia) e Rikke Dørum Schönborn di Viljareiser (Norvegia). Sono loro i testimoni di ciò che il Piceno è capace di offrire. Sono loro che, nelle settimane e nei mesi a venire, costruiranno pacchetti, scriveranno proposte, risponderanno alle domande dei clienti che chiedono dove andare la prossima estate — e che forse, per la prima volta, sentiranno rispondersi: nelle Marche, nel Piceno, in un posto che non ti aspetti e che non dimentichi.

Un territorio che si muove
La conclusione di questo educational tour non è un punto fermo: è una virgola. Il progetto Picenonext ha ancora molta strada davanti a sé, e gli strumenti europei che lo sostengono permetteranno di continuare a costruire, promuovere e aprire porte. Ma ciò che questi giorni hanno dimostrato, con una chiarezza che non lascia spazio a dubbi, è che il Piceno ha tutto quello che serve per conquistare i mercati internazionali: bellezza, storia, cultura, gastronomia, vino, tradizioni artigiane, accoglienza genuina e un sistema di imprese che ha imparato a fare squadra.
Mancava solo qualcuno capace di raccontarlo nel modo giusto, alle persone giuste, nel momento giusto. Comitel & Partners, con Picenonext, ha dimostrato che quel qualcuno c’è. E che il Piceno è pronto.


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