Insieme per la sicurezza negli ambienti di lavoro, seconda giornata di lavori al Ventidio Basso di Ascoli

Ospite d’onore nella giornata formativa odierna, la seconda del convegno sulla sicurezza sul lavoro, il Direttore Generale di INAIL Marcello Fiori, che così ha commentato ad apertura dei lavori

“La capacità di riconoscere, valutare e gestire il rischio nei luoghi di lavoro è determinante per prevenire gli infortuni. Essa di costruisce attraverso la formazione continua, una comunicazione efficace e una cultura della sicurezza partecipata: questi sono elementi fondamentali anche per trasformare gli interventi di prevenzione in investimenti stabili in grado di garantire contemporaneamente sviluppo delle imprese e salute e sicurezza sul lavoro”.

In considerazione del tema al centro del dibattito sulla sicurezza, l’aspetto del lavoro degli studenti quando impegnati in percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento l’INAIL ha fornito alcuni numeri sulle denunce di infortuni degli studenti a livello nazionale (infortuni non verificatisi durante i PCTO).

Il dato nazionale evidenzia che le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di marzo 2026 sono state 27.237, in aumento del 5,6% rispetto alle 25.797 del primo trimestre 2025.

Di queste oltre 27mila denunce di infortunio, 280 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 54% rispetto a marzo 2025.

L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti in generale rappresenta il 18% del totale delle denunce registrate a marzo 2026. Il 43% interessa le studentesse (+5,3% tra il 2025 e il 2026), il 57% gli studenti (+5,8%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.

Per quanto riguarda il dato Marche: le denunce di infortunio di studenti al 31 marzo 2026 sono state 682, dato che comprende le denunce relative a infortuni occorsi in situazioni scolastiche comprese le esperienze di formazione scuola-lavoro: di cui non è disponibile ancora il dato specifico.

Il Senatore Guido Castelli, intervenuto al convegno sulla sicurezza all’indomani della presentazione a Roma dello strumento di badge di cantiere, ha posto l’accento sulla prevenzione nella ricostruzione:

“La sicurezza nei cantieri non può essere considerata un adempimento formale, ma deve diventare parte integrante della cultura del lavoro e dell’impresa. È un principio che va interiorizzato da tutti: istituzioni, imprese, professionisti e lavoratori. Solo così possiamo costruire una ricostruzione che sia non soltanto veloce ed efficace, ma anche giusta, responsabile e rispettosa della dignità di chi opera ogni giorno nei nostri territori.

Nella ricostruzione pubblica e privata, abbiamo previsto *risorse specifiche dedicate* alla sicurezza dei cantieri, sostenendo il lavoro dei professionisti e dei tecnici che contribuiscono a organizzare spazi, procedure e attività in modo corretto. È un investimento fondamentale, perché non possiamo mai avere la certezza assoluta che un incidente non accada, ma dobbiamo avere la certezza morale e operativa di aver fatto tutto il possibile per evitarlo.

C’è anche il tema decisivo della *formazione* In molti cantieri operano lavoratori stranieri che, talvolta, non conoscono perfettamente la lingua italiana. A loro deve essere garantito il diritto di comprendere con chiarezza le regole, i comportamenti da adottare e quelli da evitare. La sicurezza non può dipendere dalla lingua parlata: deve essere accessibile, comprensibile e condivisa da tutti.

Un altro pilastro è la tecnologia Stiamo lavorando per aumentare la conoscenza digitale di ciò che avviene nei cantieri, anche attraverso strumenti innovativi come il badge di cantiere, che consentirà agli organismi ispettivi di verificare con maggiore immediatezza la presenza regolare dei lavoratori e di contrastare i flussi irregolari di manodopera. È un passaggio importante per rafforzare legalità, trasparenza e tutela del lavoro.

Infine, stiamo lavorando proprio alla definizione di un protocollo finalizzato a garantire incentivi alle imprese che investono in sicurezza e nell’adozione di dispositivi di sicurezza intelligenti.”

Tra gli ospiti della seconda giornata anche il Direttore Dipartimento di Prevenzione AST Ascoli Piceno Claudio Angelini; il tema legalità nel mercato del lavoro e all’analisi dei fenomeni ispettivi, con il contributo dell’Ispettorato territoriale.

Inoltre anche l’incontro di oggi ha visto protagonisti gli studenti, a partire da quelli dell’Istituto Professionale Celso Ulpiani indirizzo Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera.

Il loro progetto, “Valutazione dei rischi del personale di sala”, ha analizzato i rischi specifici legati all’attività degli studenti impegnati nei percorsi di alternanza nel settore della ristorazione, con particolare attenzione al ruolo del personale di sala. L’obiettivo è stato promuovere una maggiore consapevolezza della sicurezza in un ambito spesso meno considerato rispetto alla cucina, ma caratterizzato da numerosi fattori di rischio. Gli studenti hanno descritto nel dettaglio le attività tipiche del servizio di sala – dalla preparazione dei tavoli al servizio e alla pulizia – evidenziando come ciascuna fase possa comportare criticità specifiche e sottolineando l’importanza di una corretta organizzazione del lavoro, della formazione e dell’adozione di buone pratiche operative per prevenire infortuni e tutelare la salute degli studenti lavoratori.

“Non è solo un obbligo di legge, ma una questione di consapevolezza che può cambiare la vita”. Con questo messaggio gli studenti dell’I.P.S.I.A. “G. Sacconi” hanno invece portato in primo piano il rischio rumore. Un pericolo definito dai ragazzi come subdolo, perché i suoi danni spesso si manifestano quando è ormai troppo tardi. Lo studio rivela una realtà che va ben oltre il semplice fastidio: l’esposizione prolungata a rumori intensi può causare l’ipoacusia, una sordità irreversibile. Dalle officine con trapani e smerigliatrici fino alle sale stampa, i ragazzi hanno mappato le attività dove il “volume” del lavoro rischia di diventare insostenibile. Gli studenti hanno mostrato i risultati delle loro misurazioni sul campo. La “ricetta” proposta dai futuri tecnici per lavorare in sicurezza è chiara: intervenire alla base, isolare il rumore e proteggere loro stessi.

Infine gli allievi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Mazzocchi” indirizzo biotecnologie sanitarie hanno preso parola con un elaborato relativo alla Valutazione del rischio biologico.

Il progetto, sviluppato nell’ambito del percorso “Cultura della sicurezza”, ha analizzato l’esposizione degli studenti al rischio biologico durante le attività di laboratorio di biologia, Gli studenti hanno esaminato tre principali attività didattiche: semina su piastra, estrazione del DNA e osservazione al microscopio, individuando per ciascuna i possibili scenari di esposizione a microrganismi comunemente utilizzati in ambito scolastico. I risultati evidenziano un rischio complessivamente basso per la maggior parte delle attività, con un livello medio solo per la semina su piastra, dovuto a una maggiore manipolazione diretta delle colture. Il progetto si conclude con l’individuazione di fondamentali misure di prevenzione, tra cui l’uso corretto dei dispositivi di protezione, il rispetto delle procedure di laboratorio e l’adozione di comportamenti sicuri, sottolineando l’importanza della formazione per ridurre i rischi anche in contesti didattici.

In chiusura di giornata, l’intervento dell’avvocato Giorgia Rosati sul tema della responsabilità solidale del committente negli appalti, e la convinzione, ribadita dal Presidente Gino Sabatini, che la premessa di ogni strategia che mira a realizzare ambienti di lavoro sicuri e territori sani e produttivi sia mettere le persone al centro.


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