San Benedetto, il centrosinistra riflette sull’esito delle urne. Canducci (AVS): “Ripartiamo dal campo largo e dal contatto con la città”

 

Nel centrosinistra è tempo di bilanci e analisi. La sconfitta al primo turno brucia, ma all’interno della coalizione c’è chi guarda al bicchiere mezzo pieno per costruire l’opposizione di domani. È il caso di Paolo Canducci, leader di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) – PSI, che traccia una linea chiara tra il rammarico per la mancata vittoria di Giorgio Fede e l’ottimo traguardo raggiunto della propria lista. “Il risultato complessivo per la coalizione è indubbiamente negativo, avendo perso la sfida direttamente al primo turno”, esordisce Canducci senza giri di parole. “C’è però una magra consolazione: l’eccellente dato di AVS, che ha raggiunto l’8% dei consensi, migliorando persino il 7% delle scorse regionali. A livello personale, mi fa enormemente piacere che i cittadini abbiano riconosciuto il lavoro svolto all’opposizione in questi anni”.

Un ringraziamento sincero va quindi ai candidati e a Giorgio Fede, “ha giocato a viso aperto una partita difficilissima fin dall’inizio, considerando che la compagine a sostegno di Mozzoni era molto più attrezzata e forte di tre liste in più”. Secondo l’esponente di AVS, le ragioni della sconfitta affondano le radici nel passato: “Il centrosinistra non governa San Benedetto da troppi anni. Questo ci ha fatto perdere la sintonia con il tessuto vivo della città: categorie produttive, terzo settore, associazionismo culturale e sportivo”. La ricetta per il futuro, tuttavia, è già pronta e partirà proprio dai banchi del Consiglio Comunale. Canducci promette un’opposizione seria, attenta e costruttiva, focalizzata su quattro priorità programmatiche: l’emergenza abitativa (con il contrasto al caro affitti e il rilancio delle case popolari), la mobilità sostenibile tramite il finanziamento del PUMS, e un nuovo Piano Urbanistico Generale a consumo di suolo zero.

“San Benedetto ha bisogno di spazi pubblici e aree verdi, non di nuovo cemento”. La strada per il rilancio è tracciata: “Dobbiamo ripartire dall’unità del campo largo, tornare a dialogare stabilmente con la città e aprirci alle forze civiche. Solo così potremo tornare a essere l’alternativa di governo per San Benedetto”.


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