Terremoto, via libera al nuovo decreto: ecco tutte le novità

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Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge in favore delle popolazioni del centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e del 2017. Si tratta del terzo provvedimento legislativo in materia varato dal governo, dopo quelli seguiti alle scosse di agosto e novembre dell’anno scorso.

Nei 134 comuni del cratere viene costituita una “zona franca” fiscale che comporterà l’esenzione, nel biennio 2017-2018, da Ires-Irpef (fino a 100 mila euro di imponibile), dall’Irap (fino a 300 mila euro di imponibile) e dalla Imu-Tasi. L’intervento riguarderà le 67 mila imprese, iscritte alle rispettive Camere di Commercio, e sarà valido solo per le aziende già residenti, come spiega ‘La Repubblica’. L’intervento, come è evidente, non sarà una semplice sospensione del pagamento ma una vera e propria esenzione.

Sempre per aiutare le strutture produttive, all’articolo 9, è previsto un intervento più tradizionale e comunque necessario. Si stanziano infatti 80 milioni a fondo perduto per le aziende di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria che hanno subito danni in termini di “riduzione della capacità produttiva”.

Il decreto prevede anche un intervento a “sostegno delle fasce deboli della popolazione”. L’articolo 14 definisce i termini di una misura di “sostegno al reddito” per i cittadini residenti nel “cratere” che “versano in condizioni di maggior disagio”. Per questi cittadini, selezionati in base all’Isee (cioè il documento patrimoniale che si usa per accedere ai servizi sociali) è prevista la distribuzione di una “carta acquisti” il cui valore dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 euro.

Il decreto si occupa anche dei lavoratori dipendenti per i quali viene garantita la proroga di un sussidio per la mancata attività fino al 31 dicembre di quest’anno. Inoltre un norma consente a Regioni, Province e Comuni di assumere nuovo personale e stipulare contratti di collaborazione per il funzionamento degli “Uffici speciali per la ricostruzione”.

Oltre alle misure per far fronte all’emergenza economica e a contrastare lo spopolamento i 23 articoli del decreto prevedono una serie di norme per la ricostruzione. Si prevede l’accelerazione dei procedimenti per la microzonazione sismica, cioè la mappatura che consentirà di scegliere le zone adatte alla ricostruzione: l’operazione sarà affidata ad un team di professionisti in deroga alle disposizioni e con procedure di affidamento semplificate.

Semplificazioni per appalti e procedure anche per la ricostruzione delle scuole e la demolizione degli edifici pericolanti, con lo scopo di consentire lo svolgimento della didattica. Il 2016-2017 viene dichiarato “anno salvo” per gli studenti colpiti dall’evento catastrofico e che naturalmente hanno subito un rallentamento della didattica e hanno cumulato assenze.

Per far fronte all’esigenza di sistemazione delle popolazioni sfollate è previsto inoltre il potenziamento, anche mediante nuovi acquisti, del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Le abitazioni saranno assegnate temporaneamente agli sfollati con quella che viene definita “forma di assistenza alternativa”.

Infine la Protezione civile: il decreto prevede più fondi, potenziamento organizzativo, assunzioni e concorsi per coprire gli organici carenti. Le linee di intervento: potenziamento dei mezzi, del volontariato, della rete dei Comuni e del monitoraggio dei rischi.

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