Marche, l’integrazione si fa in classe: l’italiano L2 entra in cattedra e arriva alle famiglie
Tre nuove castagne picene e la Farina del Senatore, Coldiretti Ascoli Fermo: “Coltura da riscoprire per lo sviluppo dell’economia montana”
E la farina ottenuta? Quella è stata dedicata a Guido Castelli, presente ieri come Commissario straordinario alla ricostruzione, con l’appellativo di “Farina del Senatore”, motivato dal fatto che da assessore regionale al Bilancio reperì le risorse per la ricerca genomica e l’iscrizione nel repertorio regionale della Biodiversità di numerose varietà di castagne e marroni Made in Marche. Nella nostra regione sono presenti 4mila ettari di castagneti ma appena un migliaio di ettari viene sfruttato. La stragrande maggioranza dei castagneti coltivati si trova nell’entroterra Piceno (Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Montegallo, Roccafluvione, Montemonaco), che rappresenta il vero cuore pulsante della castanicoltura marchigiana, ma non meno interessanti sono le realtà del Fermano (Amandola, Comunanza, Montefortino), Maceratese (Valfornace, Camerino, Castelraimondo) e Pesarese (Fonte Avellana e l’entroterra pesarese), e Anconetano (Val di Castro). Terre che ospitano varietà di pregio come il Marrone Rugoso, Marrone Gentile, Marrone Classico, Pallante e Inzita (provenienza Acquasanta Terme), il Marrone delle Piagge (Ascoli, Piagge), il Marrone di Pievebovigliana (Pievebovigliana), il Marroncino dell’Ascenzione (Rotella), il Marrone della Sibilla di Montemonaco (Montemonaco) e la Castagna di Val di Castro (Val di Castro). Tutte iscritte nel Repertorio. Quanto alle prossime candidate all’ingresso, la Castagna Urbinati, la Castagna Murolo e la Castagna Contisciani, “sono varietà selvatiche, caratterizzate da una pezzatura importante e da una dolcezza inferiore rispetto ai tradizionali marroni. Sono particolarmente indicate per l’utilizzo in cucina grazie alla loro facilità di pelatura e alla versatilità gastronomica. Tra le sperimentazioni più interessanti vi sono perfino le olive all’ascolana e il gelato” ha illustrato Ascenzio Santini, castanicoltore di Acquasanta che le ha scoperte.
Redazione




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