A Montefiore un pezzo di storia del cinema italiano
MONTEFIORE DELL’ASO – Il Centro di Documentazione Scenografica “Giancarlo Basili”, situato nel Polo Museale di San Francesco a Montefiore dell’Aso, è un cilindro di ricordi, documentazioni fotografiche, schizzi grafici, testi, video inediti e allestimenti scenografici. La personalità e l’attività dello scenografo marchigiano sono evocate continuamente all’interno del Polo.

Scenografia del film Nirvana
Il legame col cinema è evidente già al piano terra del chiostro di San Francesco dove è presente una sala nella quale sono proiettati video e immagini legate all’attività di un illustre concittadino.
Giancarlo Basili nasce infatti a Montefiore dell’Aso nel 1952 e consegue il diploma in scenografia nel 1972 a Bologna.
A partire dagli anni Ottanta lavora con i più grandi registi italiani: la sua scenografia diventa famosa perché adatta ambienti reali ed è ostile alla pratica della “ricostruzione in studio”. Questo realismo lo fa diventare uno degli scenografi più in vista del nuovo cinema italiano degli anni ’80 e ’90.
Lungo le scale che conducono al primo piano dell’edificio è esposto parte del materiale fotografico prodotto nel corso dei suoi film, materiale che documenta il suo modo di riflettere e agire sul paesaggio urbano e di trasformarlo in un set cinematografico.
Dalle riproduzioni artistiche di Andrea Pazienza (Paz!) alle schegge dell’attentato a piazza Fontana in Romanzo di una strage.
L’occhio insegue tra le sale stralci di cronaca e filmografie intere, da Marco Bellocchio a Pupi Avati, da Daniele Luchetti a Gabriele Salvatores, da Nanni Moretti a Gianni Amelio e Carlo Mazzacurati, passando per Giorgio Diritti, Renato De Maria, Ferzan Ozpetek e Abbas Kiarostami. Questo museo della scenografia italiana attraversa le epoche con grande intento artistico. Non vi è nostalgia per un cinema in posa dormiente: tutto si tocca, si prova e si sperimenta.
Redazione




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