Ascoli Piceno, visita del Premier Giorgia Meloni a Palazzo Saladini Pilastri. La lettera dei genitori dei bambini: “Per i nostri figli un’occasione di festa e un modo per sentirsi parte della comunità”

 

La presenza dei bambini in occasione della visita del Premier Giorgia Meloni durante l’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri, per alcuni è stato un bel gesto nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri, mentre per altri è stata una vicenda capace di generare dibattito e polemiche. Ad intervenire a distanza di alcuni giorni sono stati proprio i genitori dei bambini con una lettera aperta rivolta al Premier Meloni, al presidente della regione Marche Francesco Acquaroli e al sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti. Qui sotto la lettera integrale:

“Egregi,

Vi scriviamo in qualità di genitori di quei bambini che, in occasione della presentazione dei lavori della Dimora Saladini Pilastri, hanno voluto partecipare a un momento importante per la nostra città, in una giornata che ha restituito alla comunità un luogo simbolo di Ascoli Piceno. Per i nostri figli è stato un momento di festa, un’occasione per sentirsi parte della vita della nostra città e per rivolgere un messaggio di benvenuto a una figura istituzionale, quella del Presidente del Consiglio dei Ministri, che la rappresenta ai massimi livelli. Un gesto spontaneo, nato dalla semplicità dei bambini, senza secondi fini e senza alcuna intenzione di alimentare contrapposizioni politiche.

Eppure, quello che avrebbe dovuto rimanere un episodio sereno si è trasformato in una vicenda dolorosa, che ha coinvolto noi genitori e, soprattutto, i nostri figli. Abbiamo assistito, con amarezza e preoccupazione, a una campagna di attacchi e polemiche alimentata da esponenti politici e ambienti riconducibili alla sinistra, nella quale immagini pubblicate sui socia! sono diventate oggetto di una vera e propria gogna mediatica, accompagnata anche da fotomontaggi e rappresentazioni pesanti e offensive.
È difficile accettare che dei bambini, “colpevoli” soltanto di aver manifestato un gesto di accoglienza, possano diventare bersaglio di una simile esposizione pubblica. È ancora più difficile spiegare loro perché un atto di gentilezza possa essere trasformato in una colpa, perché un sorriso e uno striscione di benvenuto possano diventare motivo di scherno, giudizio e attacco.

Come genitori, il nostro primo dovere è proteggere i nostri figli. Non possiamo restare indifferenti davanti a una vicenda che rischia di insegnare loro una lezione profondamente sbagliata: che esprimere liberamente un gesto di cortesia possa comportare il rischio di essere esposti al pubblico ludibrio, soprattutto quando quel gesto è rivolto a una personalità che qualcuno considera politicamente sgradita.
Vogliamo ribadirlo con assoluta chiarezza: quello striscione è stato scritto liberamente dai bambini, senza imposizioni e senza alcuna finalità di propaganda partitica. Il loro intento era accogliere il Presidente del Consiglio nella sua veste istituzionale, in occasione di una giornata significativa per Ascoli Piceno. Non era una dichiarazione di appartenenza politica, né un’iniziativa organizzata per sostenere un partito. Era, semplicemente, un gesto di benvenuto.

Per questo ci rivolgiamo a Voi, nelle Vostre rispettive responsabilità istituzionali, chiedendo sostegno, vicinanza e protezione. Vi chiediamo di far sentire a queste famiglie e a questi bambini che le istituzioni sono dalla parte della libertà, del rispetto e della dignità delle persone; che nessun minore dovrebbe essere trascinato in una contesa politica e che il confronto democratico non può mai giustificare l’umiliazione, l’intimidazione o la strumentalizzazione dei più piccoli.

Chiediamo che i nostri figli siano lasciati fuori dalle polemiche politiche e che venga loro riconosciuto il diritto di vivere serenamente la propria città, di partecipare ai suoi momenti più significativi e di esprimere spontaneamente la propria simpatia e il proprio rispetto per le istituzioni.

Ci teniamo inoltre a precisare un aspetto che riteniamo importante: noi genitori non siamo iscritti ad alcun partito di centrodestra. Non siamo organizzati politicamente e non abbiamo agito per conto di alcuna forza politica. Siamo semplicemente cittadini e genitori che hanno visto i propri figli finire al centro di una vicenda strumentalizzata a liyello politico. Una vicenda che però, proprio per questi motivi, ha messo in evidenza la differenza di atteggiamento e valori tra chi è a lavoro per valorizzare la nostra città e chi punta il dito contro i bambini solo per aver esposto uno striscione.

Ci auguriamo che questa vicenda possa diventare l’occasione per riaffermare un principio semplice, ma irrinunciabile: i bambini non devono mai diventare strumenti di battaglie politiche, né bersagli di campagne d’odio. Devono poter crescere nella libertà, nella serenità e nel rispetto, sapendo che un gesto di accoglienza non può e non deve trasformarsi in una colpa.
Con questa lettera desideriamo far sentire la nostra voce e chiedere alle istituzioni di essere al nostro fianco, affinché ai nostri figli siano restituiti la serenità e il rispetto che meritano.

Con stima e fiducia nelle istituzioni,

I genitori dei bambini coinvolti nella vicenda dello striscione di benvenuto al Presidente del Consiglio”.


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