Cappelli: “La norma anti kebab è propaganda: la Regione pensi a sanità, lavoro e infrastrutture”

“Mentre la sanità continua a peggiorare, le liste d’attesa si allungano, la viabilità resta piena di criticità e tanti giovani continuano a lasciare la nostra Regione per cercare lavoro altrove, la destra marchigiana trova il tempo di occuparsi della cosiddetta norma anti kebab. È il simbolo di una politica che preferisce costruire battaglie ideologiche invece di affrontare i problemi reali dei cittadini.”

Lo dichiara Gregorio Cappelli, consigliere comunale di Ascoli Piceno della lista civica Ascoli Bene Comune, commentando la proposta di legge regionale.

Sembra piuttosto l’ennesima operazione di patriottismo di facciata, buona per qualche titolo di giornale ma lontana dai problemi dei cittadini.

Sorprende anche la posizione del sindaco Marco Fioravanti, che sembra aver sposato la linea del proprio partito ignorando che la realtà ascolana presenta numeri veramente esigui. Anzi, se c’è un tema emerso negli ultimi anni non è certo l’aumento dei locali etnici, ma quello dell’eccessiva concentrazione di attività di somministrazione, tanto che la stessa amministrazione aveva valutato strumenti per limitarne l’espansione. È quindi contraddittorio trasformare oggi due locali etnici in un’emergenza che ad Ascoli semplicemente non esiste. Nel frattempo restano irrisolti i veri problemi della Regione: sanità in affanno, infrastrutture inadeguate, servizi insufficienti, famiglie in difficoltà e giovani costretti a lasciare il territorio. Le Marche meritano una politica che affronti queste emergenze con serietà, non l’ennesima guerra simbolica.”


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