Sisma, oltre 8 miliardi liquidati e quasi 15mila i cantieri privati conclusi

Sono stati erogati oltre 8 miliardi di euro per la ricostruzione privata del sisma del 2016, con quasi 2 miliardi erogati nell’ultimo anno e quasi 15.000 cantieri già conclusi. Questo è quanto emerge dal Rapporto annuale sulla ricostruzione presentato oggi a Palazzo Chigi. Al 31 maggio 2026, le richieste di contributo sono salite a 36.149 per un valore complessivo di 17,82 miliardi di euro, mentre i contributi concessi hanno raggiunto quota 12,59 miliardi. La Cassa Depositi e Prestiti ha liquidato oltre 8 miliardi di euro, con il 69% delle somme erogate dal 2023 a oggi.

Sono stati autorizzati 23.361 cantieri e 14.968 sono stati conclusi, pari a oltre il 64% degli interventi avviati. La ricostruzione si concentra sempre più sugli edifici con danni gravi, che rappresentano ormai oltre il 56% delle pratiche presentate, soprattutto nei 44 comuni maggiormente colpiti.

Nel corso del 2026 è stata inoltre approvata un’ordinanza speciale da 1,3 miliardi di euro che ha consentito il superamento definitivo del Superbonus e la contestuale messa in sicurezza di circa 5.000 cantieri. Prosegue anche la riduzione dell’emergenza abitativa: i nuclei familiari ancora assistiti sono scesi a 8.759, quasi il 40% in meno rispetto al 2022. “I dati certificano un cambio di passo sempre più evidente – ha sottolineato il commissario Guido Castelli – e dimostrano una crescita costante e strutturale della ricostruzione privata, che sta restituendo prospettiva e fiducia alle comunità dell’Appennino centrale”.

“I dati che presentiamo oggi certificano un cambio di passo sempre più evidente – ha affermato Castelli – Non stiamo soltanto ricostituendo un tessuto fatto di case, scuole, chiese e infrastrutture, ma creando le condizioni perché le persone possano continuare a vivere, lavorare e costruire il proprio futuro nella terra dove sono nate. È questo il senso più profondo del diritto a restare”.

Il commissario ha inoltre sottolineato come occupazione, investimenti, tenuta demografica e vitalità delle imprese dimostrino che “la rinascita dell’Appennino centrale è concreta”, resa possibile dalla collaborazione tra governo, Regioni, Comuni e strutture tecniche.


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