Caso Segre, De Vecchis: «Necessarie ben altre stigmatizzazioni»


SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il caso del post a mezzo Facebook su Liliana Segre ad opera di un vigile di San Benedetto del Tronto approda in consiglio comunale. La discussione viene innescata da una domanda di attualità presentata in extremis da Marco Curzi e firmata da Rosaria Falco e Flavia Mandrelli.

Proprio ieri mattina l’Ufficio Procedimenti Disciplinari ha deciso di aprire il faldone sulle espressioni del vigile sul social network.

«Il commento sprezzante e offensivo – dice Curzi (Misto) – nei confronti della reduce dei campi di sterminio nazisti è risultato ancora più pregiudizievole in quanto derivante da un dipendente comunale. Oltretutto esponente delle forze di polizia locale. Auspichiamo che chi governa questa città condanni sempre fermamente ogni forma di violenza».

Tocca poi a De Vecchis. «Ultimamente di casi, in città, ce ne sono stati tanti – dice il leader di Ripartiamo da Zero – Visto che si parla di sanzioni e responsabilità personali, parliamo anche di altri precedenti scabrosi. Il vigile non deve essere capro espiatorio di ciò che doveva essere fatto prima da chi amministra questa città. Maggiore stigmatizzazione ci doveva essere per i precedenti eventi». Il consigliere si riferisce, chiaramente, alla cena di Acquasanta, finita nel dimenticatoio.

Numerosi gli altri interventi. «Non possiamo lasciar cadere questo genere di cose – aggiunge Flavia Mandrelli (Articolo Uno) – Da questa città dovrebbe partire un messaggio di pacificazione». «Condanniamo quello che è stato scritto su Facebook – dice poi Tonino Capriotti (Italia Viva) Devo congratularmi con la scelta dell’amministrazione. Il processo di creazione di pace deve ripartire dalla politica».

«Sarebbe bastato chiedere scusa – commenta Rosaria Falco (Misto) – Invece nella telefonata andata in onda la situazione addirittura si appesantisce. Se l’amministrazione ricorda il ruolo della divisa fa bene. I tutori dell’ordine hanno un ruolo. Inoltre vorrei sottolineare l’uso troppo disinvolto dei social: le cose che vi vengono scritte hanno un impatto sulle fasce più deboli della società».

A concludere è il sindaco. «Non faremo del vigile un San Sebastiano – dichiara Pasqualino Piunti – Ma la posizione di San Benedetto è quella che ha preso il 30 novembre, quando ha riconosciuto a Liliana Segre la cittadinanza onoraria di San Benedetto. A noi spetta il compito di rispettare la legge, per cui ieri, di concerto con il comandante Coccia abbiamo deciso di attivare un procedimento tramite commissione disciplinare, alla quale è demandato il compito di decidere in merito al caso specifico».

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