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Concorso fantasma al CAAM, i soci privati insorgono: “Cercavamo un bilancio, abbiamo trovato un’assunzione a tempo indeterminato”
Doveva essere una semplice verifica di routine. Volevano solo controllare se il bilancio 2025 fosse stato regolarmente depositato in Camera di Commercio. Invece, sul sito del Centro Agro-Alimentare delle Marche S.p.A. (C.A.A.M.), i soci privati della società si sono trovati davanti a tutt’altro: un concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di un coordinatore. Spuntato, a loro dire, dal nulla. E ora chiedono conto di quella procedura, di cui — sostengono — nessuno aveva mai parlato.
Una cronologia che, secondo i soci, “non torna”
Il nodo è tutto nelle date. Il 17 luglio 2026 l’Assemblea approva il bilancio e, per effetto dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione decade. Il 7 agosto, in una successiva assemblea, i soci ribadiscono all’unanimità che il consiglio decaduto debba occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione e delle pratiche di risarcimento per i danni della grandinata del 21 luglio. Eppure, appena quattro giorni dopo, l’11 agosto, proprio quel consiglio decaduto delibera la pubblicazione dell’avviso di concorso. E lo fa a maggioranza, due voti su tre. Il vicepresidente Roberto Giacomini mette a verbale un netto voto contrario: nessuna urgenza, materia di competenza del prossimo consiglio, documentazione insufficiente.
Il sospetto: “Una procedura su misura”
I soci privati vanno oltre. Studiando l’avviso, hanno maturato la convinzione che il concorso sia modellato per portare alla stabilizzazione proprio della figura che finora ha ricoperto il ruolo di RUP, il cui incarico è scaduto il 17 luglio.
Da qui le domande, poste apertamente: perché tanta insistenza proprio in piena fase di transizione degli organi? Perché un posto stabile a tempo indeterminato — con aumento dei costi del personale, in apparente contrasto con le direttive di Regione Marche e Comune e con i rilievi già sollevati dalla Corte dei Conti — quando basterebbe nominare un nuovo RUP, magari interno? E perché non attendere l’imminente insediamento del nuovo CdA? Sullo sfondo, anche la posizione di uno storico dipendente, il dott. Emilio Santarelli, il cui pensionamento — secondo i soci — sarebbe comunque rinviabile, avendo lui stesso comunicato via PEC, il 19 gennaio 2026, la volontà di restare altri due anni.
La mossa: denuncia al Collegio Sindacale e richiesta di sospensione
I soci privati hanno formalizzato tutto: una denuncia al Collegio Sindacale ai sensi dell’art. 2408 del Codice Civile e un’istanza alla società, in autotutela, per la sospensione immediata della procedura — sospensione che, sottolineano, la stessa società si è riservata nell’avviso. Attenzione, però, alla precisazione finale: nessun rilievo alle persone eventualmente interessate alla selezione, né ai dipendenti. “Sono domande, non accuse», ripetono. Un richiamo, dicono, al metodo e alla corretta amministrazione «di un ente che ci sta a cuore”. Il comunicato è firmato da Claudio Massi, in rappresentanza dei soci privati, per la Fondazione Fabbrica Cultura ETS. La vicenda, assicurano, non finisce qui: “Continueremo a seguirla con attenzione”.
Redazione




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