Coronavirus, la minoranza: «Più tutele per gli operatori di PicenAmbiente»

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Coronavirus. Falco, Curzi e Gabrielli chiedono che gli operatori di PicenAmbiente, quotidianamente impegnati nel ritiro dei rifiuti, vengano messi in condizioni di sicurezza.

I consiglieri di minoranza hanno inviato al sindaco, agli assessori competenti all’Ambiente ed alle Partecipate, alla dirigenza della società, all’Asur Marche, all’AV5 ed al prefetto una segnalazione recante alcune criticità evidenziate e dalle segnalazioni di cittadini e operatori della PicenAmbiente SpA, ed alcune richieste relative alla modifica, durante il periodo emergenziale, delle modalità operative nella raccolta e trattamento dei rifiuti.

«Riteniamo che, subito dopo l’attività di contrasto del contagio e di cura dei malati, svolta dai sanitari nell’ospedale di San Benedetto e nell’AV5, vi sia sicuramente, per rilevanza, quella degli operatori che si occupano della pulizia della nostra e di altre città.

Chiediamo la verifica del rispetto delle prescrizioni. In particolare, relativamente all’assenza/carenza di idonei presidi di protezione personale, di sanificazione degli spazi comuni (spogliatoi) e dei mezzi di lavoro. Rileviamo inoltre le difficoltà di conciliare le ordinarie modalità lavorative con le misure di sicurezza e prudenza imposte dall’attuale emergenza in applicazione del principio di prevenzione.

Il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto o il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” è stato adottato dalla regione il 14 marzo su impulso del governo. Questo documento indica le condizioni necessarie per la prosecuzione delle attività produttive. Contiene inoltre le condizioni per assicurare nel contempo adeguati livelli di protezione, di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Tutte esigenze motivate dall’emergenza Covid-19, che rappresenta un rischio biologico generico ed esige l’attuazione del principio di precauzione.

Il servizio pubblico di trattamento dei rifiuti è essenziale. Pertanto chiediamo che sia verificata l’osservanza delle indicazioni ministeriali e regionali nella raccolta dei rifiuti provenienti dalle dimore di soggetti positivi al Covid-19 o a rischio di contagio. Chiediamo inoltre il rispetto di tutte le indicate cautele, imposte dalla legge a tutela dei dipendenti e degli utenti.

Appare possibile che tramite la raccolta di rifiuti provenienti da soggetti positivi al Covid-19 gli operatori siano stati infettati. Non solo. E’ possibile anche che operatori inconsapevolmente positivi al virus possano contaminare i mastelli. Contenitori che vengono poi toccati dagli utenti in occasione del ritiro, con rischio di diffusione del contagio, data la resistenza del virus sulle superfici per molte ore».

I mastelli. «Fino al termine dell’emergenza, sarebbe quindi opportuno che per ciascun mezzo e ciascun turno, vengano destinati due operatori. In tal modo un dipendente resterebbe per tutto il turno alla guida del mezzo. L’altro, invece, resterebbe stabilmente sul retro dello stesso. Questo si occuperebbe della raccolta e svuotamento dei mastelli, dotato di tutti i dispositivi necessari. Parliamo dell’idonea mascherina, di guanti di lattice sotto i guanti da lavoro, tuta di protezione, cuffia paraschizzi e occhiali protettivi. Con questo sistema il lavoro da svolgere sarebbe molto più sicuro e veloce. Il tutto, tutelando la salute dei dipendenti, che, lo ricordiamo, sono pagati anche e soprattutto con i soldi dei cittadini. Nel contempo si dovrebbe raccomandare a questi ultimi di prelevare i mastelli muniti sempre di guanti monouso, provvedendo poi a pulire il manico con un po’ di alcol».

I cassonetti. «Nel caso invece dello svuotamento dei cassonetti, ove previsto, sarà necessario che, oltre al guidatore, che deve restare stabilmente nell’abitacolo, siano presenti sul retro due operatori, necessari per sollevare i cassonetti. E’ anche necessario che questi siano muniti di tutti i sopraelencati dispositivi. Sempre, lo ricordiamo, per evitare contatti o schizzi di materiale potenzialmente infetto. Materiale in ogni caso da gettare ideoneamente alla fine di ogni turno.

Questo personale aggiuntivo richiesto per l’attività di raccolta potrebbe essere temporaneamente reperito dagli operatori normalmente destinati allo spazzamento delle strade. Tale attività, attualmente, risulta molto meno necessaria».

La raccolta. «Tali misure andrebbero adottate nel caso si voglia proseguire anche nell’emergenza ad effettuare la raccolta differenziata, ma la soluzione che appare senz’altro più ragionevole e sicura è quella di effettuare esclusivamente la raccolta indifferenziata.

Le operazioni dei rifiuti conferiti al centro di Pagliare, coinvolgono infatti circa 50 operatori provenienti da tutta la provincia. Questi potrebbero essere contagiati, mettendo a rischio la salute propria e delle proprie famiglie. Verrebbe così innescata una reazione a catena potenzialmente illimitata, che vanificherebbe tutte le cautele messe in atto dalle autorità per contrastare la diffusione del virus. Va rilevato che tali operatori riscontrano in questi giorni la presenza rilevante, tra i rifiuti cernìti, di guanti e mascherine usati, potenziale fonte di contagio».

Le proteste. «Si chiede quindi a tutte le autorità ed ai soggetti interpellati che si verifichi e si provveda a che la società PicenAmbiente si doti di quantità adeguate dei prescritti presidi sanitari di sicurezza certificati e rigorosamente monouso. in questi giorni se ne lamenta la quasi totale assenza. Pare infatti che le mascherine e le tute date ai dipendenti debbano “durare” per 15 giorni. E’ anche necessario che i dipendenti addetti alla raccolta dei rifiuti siano sottoposti il prima possibile a tampone preventivo. Questo, per escludere casi di positività al Covid-19 e scongiurare la diffusione del contagio. Bisogna che si verifichi il rispetto delle misure di sicurezza sanitarie previste dal governo, dal protocollo condiviso e dalle ordinanze regionali. Si chiede inoltre al nostro sindaco che si renda garante della valutazione e della concreta adozione delle modalità operative suggerite. Chiediamo al sindaco che disponga la sospensione dei servizi non essenziali. Ad esempio, la raccolta dei rifiuti ingombranti e quella delle potature, in applicazione del criterio di prevenzione. Infine, chiediamo al sindaco che solleciti le dovute verifiche da parte dell’Asur, nell’esercizio delle sue prerogative di tutela della sicurezza e salute dei cittadini. All’Asur Marche e al Prefetto si chiede che siano effettuate le verifiche e le ispezioni di loro competenza. Deve essere appurato il rispetto delle misure prescritte e la congruità di tutte le cautele messe in atto a tutela della salute pubblica».

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