Dieci anni dopo il terremoto: „Rimembranza“ – la musica che trasforma il ricordo in speranza

 

 

Amatrice ricorda – e trasforma il ricordo in musica. Il 24 agosto 2026 ricorrerà il decimo anniversario del devastante terremoto che, nel 2016, colpì Amatrice, Accumoli e i comuni circostanti, provocando la morte di 299 persone. Proprio in questa data, alle 20.30, sul campo sportivo di Amatrice, si terrà un eccezionale concerto commemorativo all’aperto: la prima esecuzione assoluta di „Rimembranza“, una Missa da Requiem composta appositamente per questa occasione dal compositore altoatesino Richard J. Sigmund.

Sarà una serata dedicata al ricordo, ma non soltanto uno sguardo rivolto al passato. „Rimembranza“ significa memoria. Per Sigmund, tuttavia, la memoria è molto più della semplice conservazione di ciò che è stato. È un impegno: trasformare il dolore in una prospettiva per il futuro.

Il legame del compositore con Amatrice risale ai giorni immediatamente successivi alla catastrofe. Su sua iniziativa nacque in Alto Adige una grande azione di solidarietà. Aziende, associazioni e numerosi privati parteciparono alla raccolta di fondi e all’organizzazione di aiuti e trasporti verso le zone colpite dal terremoto. Dieci anni dopo, questo legame si rinnova in una forma diversa: attraverso la musica, la memoria condivisa e un nuovo segno di umanità.

Alla prima esecuzione prenderanno parte oltre 250 coristi, una grande orchestra sinfonica dell’Accademia Vicino e otto solisti internazionali. Saranno coinvolti, tra gli altri, artisti della Merano Academy Operastudio, il Vokalensemble Amaté, il Coro dell’Università di Krems e dodici cori provenienti dai territori colpiti dal terremoto.

Il concerto è promosso dai Comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, in stretta collaborazione con l’Accademia Vicino di Accumoli dell’Università di Krems, la Merano Academy Operastudio e il Kulturverein Amaté di Merano.

„Rimembranza“ è concepita come una grande opera musicale dedicata alla memoria. Un Prologo, la Missa da Requiem e un Epilogo costituiscono le tre grandi sezioni della composizione. Tra i diversi momenti musicali, testi recitati creano spazi di silenzio e riflessione, invitando il pubblico a confrontarsi con il significato personale della memoria, della perdita e della speranza.

Non si tratta di una musica che cerca di nascondere il dolore. Al contrario: lo accoglie, gli dà voce e, allo stesso tempo, cerca di trasformarlo in speranza. Un linguaggio musicale volutamente immediato e accessibile vuole raggiungere ogni persona, indipendentemente dalla propria origine o dalla propria formazione musicale.

Circa 90 minuti di musica e parole diventeranno, il 24 agosto alle ore 20.30 , un momento collettivo di memoria. Un momento nel quale il passato non viene rimosso, ma accolto, affinché proprio da esso possa nascere uno sguardo verso il futuro.

La direzione musicale sarà affidata allo stesso compositore. Richard J. Sigmund ha curato la preparazione dei cori, dell’orchestra e dei solisti e dirigerà personalmente la prima esecuzione assoluta.

„La memoria non appartiene soltanto al passato“

Un dialogo con il compositore Richard J. Sigmund

Perché ha scritto quest’opera?

Quest’opera nasce da un’esperienza che ha segnato profondamente la mia vita. Dopo il terremoto del 2016, il mio cammino mi condusse non soltanto tra le rovine di case distrutte, ma direttamente di fronte alla vulnerabilità e, allo stesso tempo, alla straordinaria grandezza dell’animo umano.

Negli occhi di quelle persone che avevano perso quasi tutto, ho incontrato una dignità che nessuna catastrofe può distruggere. Da quell’incontro è nato un legame silenzioso che continua ancora oggi a vivere nel mio cuore.

Che cosa l’ha colpita maggiormente in quei momenti?

È stato allora che ho compreso che il vero aiuto non termina con il sostegno materiale. Il pane, un tetto e il calore sono necessari, ma da soli non bastano.

Essere umani significa anche condividere il dolore dell’altro, custodirne la memoria e riconoscere che tutti facciamo parte di una stessa storia umana.

La musica, l’arte e la cultura appartengono a questa dimensione invisibile. Non possono cancellare la sofferenza. Ma possono darle una voce, trasformarla e restituirla alla speranza.

Rimembranza nasce da questa convinzione.

Quindi l’opera è qualcosa di più di un semplice ricordo?

Sì. Non è soltanto uno sguardo rivolto al passato. È un invito a trasformare la memoria in responsabilità, la ferita in consapevolezza e il lutto in un nuovo impulso verso la vita.

Perché soltanto una memoria capace di generare futuro rimane veramente viva.

Come è strutturata la sua opera?

La composizione per solisti, coro e orchestra è articolata in un Prologo, una Missa da Requiem e un Epilogo. Tra le diverse sezioni musicali, la parola recitata apre spazi di riflessione e di silenzio.

Ogni ascoltatore deve poter trovare in questi momenti la possibilità di scoprire, dentro di sé, il significato più profondo di ciò che ascolta.

Anche il linguaggio musicale è volutamente immediato e accessibile. Non per semplificare, ma per accogliere. Ogni persona deve poter partecipare a quest’opera, soprattutto coloro che portano ancora dentro di sé il ricordo del terremoto.

Nel canto condiviso, il dolore può diventare comunione, la memoria può trasformarsi in speranza e la vulnerabilità può diventare una forza capace di permettere un nuovo inizio.

Che cosa si augura per questa prima esecuzione ad Amatrice?

Se quest’opera riuscirà a custodire anche solo una piccola parte di quell’umanità che ho incontrato nei giorni successivi al terremoto, allora avrà trovato il suo significato più profondo.

Perché la memoria non appartiene soltanto al passato. Vive ogni volta che una persona riconosce il dolore dell’altro come parte della propria esperienza umana.

Forse è proprio questo il compito dell’arte: ricordarci che, anche quando la terra trema sotto i nostri piedi, ciò che nasce dall’amore e dall’umanità può continuare a rimanere in piedi.

Il 24 agosto Amatrice non ricorderà soltanto le vittime. Amatrice ricorderà insieme, ascolterà insieme e guarderà insieme verso il futuro.

„Rimembranza“ – una prima esecuzione assoluta che non si ascolta soltanto con le orecchie, ma si porta nel cuore.

 


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