Riaprono i confini regionali: i rischi e le possibilità di questa nuova fase

Domani riapriranno i confini tra le regioni. Non ci saranno più limitazioni agli spostamenti e non servirà nemmeno l’autocertificazione. Nel territorio marchigiano il calo dei contagi è evidente e la cosa fa  ben sperare.

«Potremo ospitare nuovamente i turisti e  offrire la nostra ospitalità» dice il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti  «Il rischio è che, con una normale mobilità, i contagi possano tornare.Noi  non abbasseremo mai la guardia, perché il momento rimane delicato» dice Fioravanti, « Insieme alle forze dell’ordine predisporremo un dispositivo di sicurezza ma sicuramente non potremo avere ulteriori chiusure, perché bisogna tornare  alla normalità» spiega il primo cittadino.

«Sulle riaperture dei confini io ci ho messo la faccia per primo » dice il sindaco di Maltignano Armando Falcioni, « In zone come la nostra è giusto riaprire: l’economia deve ripartire sopratutto tra regioni vicine che hanno pochi contagi. Credo, però, che non servano nemmeno dichiarazioni improvvide sulla morte del virus» aggiunge il sindaco di Maltignano, «La priorità va sempre agli spostamenti per ragioni di necessità, perché la prudenza non è mai troppa».

«Penso che un qualche genere di controllo sanitario da parte delle autorità preposte, potrebbe anche essere fatto, sia per tutelare il turista che i nostri concittadini. Siamo una città che ha l’accoglienza come punto di forza e vogliamo migliorare ancora» aggiunge il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti.

Anche il Vicepresidente del Consiglio Regionale Piero Celani spiega che «Bisogna ridare vita e respiro sopratutto alle attività turistiche in vista della stagione turistica» dice Celani, « Purtroppo non riesco a capire certe prese di posizione da parte di alcune Regioni che chiedono un passaporto sanitario per entrare nei loro confini: è un’idea inutile perché  è impossibile garantire l’assoluta negatività al virus»  prosegue Celani, « Tutti devono mantenere un grande senso di responsabilità, sopratutto i ragazzi, che devono vivere la vita sociale in maniera sana:il virus non è morto. Bisognerà continuare a mantenere alta l’attenzione».

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