Gli strumenti del terapeuta – Un pieno di tecnologia, tra utile e patologico


 

Gentili lettori,

La tecnologia sta prendendo sempre più spazio. Anzi possiamo ormai dire di vivere all’interno di un mondo tecnologico dove l’uomo e la tecnologia si connettono ed interscambiano adattamenti reciproci fino alla simbiosi.

Uso e abuso della tecnologia

C’è chi è costretto a farne uso per lavoro, chi ne fruisce per svago ed hobby, chi per comunicare, chi come arte. Molto spesso però se ne fa un uso improprio o eccessivo ed alcune categorie di persone possono incorrere in veri e propri pericoli. L’abuso tecnologico e la navigazione in rete possono generare, soprattutto in quell’utenza che non ha ancora sviluppato appieno la capacità di regolazione ed un pensiero critico, forme anche gravi di disagio, di isolamento sociale e vere e proprie patologie:

Cyberbullismo e sexting

Sempre più frequente appare l’adescamento in rete di minori ai fini sessuali grazie anche alla manipolazione psicologica o la pubblicazione di foto e video senza il consenso delle vittime, ai fini estorsivi. Chi si nasconde dietro queste nefandezze? Spesso criminali o una rete criminale, come per le ormai famose truffe romantiche dove grazie a falsi profili si raggirano le vittime per ottenere denaro. Frequentemente però dietro atti perseguibili penalmente possono esserci ragazzini e gruppi di adolescenti ignari degli effetti del loro agito. Ed ancora ricordiamo gli atroci “giochi” della morte che più propriamente possiamo definire “follie” della morte. Emblematico, in tal senso, il fenomeno Blue whale. Esso consiste in una catena di comandi, eseguendo i quali il soggetto deve compiere atti autolesionistici e concludere con il suicidio.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Quello dei risvolti negativi dell’uso della tecnologia è un vero e proprio universo.

Gli aspetti positivi

Sicuramente la tecnologia ha consentito, soprattutto durante la pandemia, di poter comunicare e relazionarsi nonostante la distanza. In ambito scolastico la didattica a distanza ha permesso lo svolgimento di lezioni ed esami, nonché la fruizione di corsi di formazione.

Anche in questo caso però nel mondo accademico vi è preoccupazione rispetto al suo uso, soprattutto per le menti in età evolutiva che devono necessariamente elaborare contenuti, funzioni esecutive e rappresentazioni mentali che non possono passare attraverso l’uso di un personal computer.

Molti, soprattutto i soggetti caratterizzati da tratti di vergogna o fobia sociale, possono aver trovato giovamento dalla didattica a distanza (dad), proprio perché questo strumento favorisce lo scambio “distanziato” ed i livelli di ansia e preoccupazione sono minori. In molti altri casi, però, anche per difficoltà di connessione o di strumentazione non si si è potuto accedere agevolmente a questa forma di didattica, subendo una penalizzazione. Durante il lockdown, inoltre, abbiamo assistito ad un vero e proprio corto circuito fra la necessità di molti genitori di vietare ai figli l’uso della tecnologia e la richiesta di maggiore accesso nel caso della didattica a distanza.

Alcuni semplici consigli

Considerare la tecnologia come unico mezzo di svago e mondo in cui rifugiarsi è sbagliato. Essa può essere un ponte ma le persone, indipendentemente dall’età, non devono dimenticare l’importanza di avere relazioni dirette. E’ utile, per non essere risucchiati nel mondo virtuale, stilare una lista di attività da svolgere nella settimana ed organizzare uscite ed escursioni, svolgere attività all’aperto o leggere un libro.

Un saluto al prossimo incontro con altri consigli e risposte. Non esitate a scrivermi dott.danilaluzi@picenews24.it o al numero 3284130265

Dottoressa Danila Luzi, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

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