Il Movimento 5 Stelle all’attacco: “Attese interminabili al Pronto Soccorso dell’ospedale di San Benedetto”

SAN BENEDETTO  –  Il Movimento 5 Stelle, in una nota, attacca la Regione sul pronto soccorso dell’ospedale di San Benedetto.

“Si sta compiendo infatti una vera e propria diaspora di professionisti che, consci di ciò che li aspetta sulle “barricate” del nostro Pronto Soccorso, preferiscono esercitare la loro professione in altre strutture o in reparti “più tranquilli”, con carichi di lavoro più umani. E pensare che fino a pochi anni fa il Pronto Soccorso di San Benedetto del Tronto era uno dei fiori all’occhiello della sanità provinciale, un luogo di formazione professionale e un punto di riferimento per le urgenze nel nostro territorio, ora invece assistiamo a lunghissime attese degli utenti, rese interminabili dall’ansia e dalla sofferenza tipica di chi ha un problema di salute e attende un aiuto, una risposta” dice Peppe Giorgini.

“Il Pronto Soccorso di San Benedetto del Tronto risulta essere oggi, per accessi, il primo dell’Asur Marche: oltre 38 mila ingressi l’anno (38.707 per esattezza solo nel 2018) di cui l’1,5% in codice rosso, il 24,27 in codice giallo, il 70,6 in codice verde, il 3,2 in codice bianco e lo 0,3% in codice nero) e lo possiamo considerare un punto di snodo sanitario fondamentale per tutta la regione; con quello di Ascoli Piceno si raggiungono le 70.000 prestazioni circa, sempre nel 2018, va da sé che la stagione estiva in Riviera incrementa l’accesso e le prestazioni in maniera esponenziale. Attualmente la pianta organica del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Madonna del Soccorso” è composta di 18 medici compreso il primario; possiamo evidenziare quanto segue:4 medici sono esonerati dal turno di notte;  2 medici hanno fatto richiesta di mobilità presso altre strutture; 5 medici hanno sono in attesa del concorso in altri ospedali;1 medico va in pensione e attualmente sta smaltendo il carico residuo di ferie per cui non rientrerà; 1 medico per necessità inderogabili fruisce giustamente della legge 104; 2 medici fanno solo codici verdi e bianchi perché non specializzati”.

“Ci pare doveroso sottolineare e appare chiaro dalla realtà dei fatti che il reparto stia tirando avanti solo grazie all’abnegazione, al coraggio, alla professionalità di chi sceglie consapevolmente di svolgere un servizio, oltre che un lavoro; il rischio professionale è sempre altissimo, lo stress, la frustrazione di non ricevere abbastanza neanche in termini economici la fa da padrone nella scelta e nel desiderio di esercitare altrove. Altrettante criticità provengono dal settore infermieristico e di supporto dell’intero dipartimento: si soffre dei pesanti carichi di lavoro e non si trovano interlocutori prima ancora che risposte concrete nei dirigenti locali, questi ultimi appaiono perennemente con le mani legate da un “comando regionale” che non fa prigionieri. Insomma, i Pronto Soccorso stanno diventando un problema un po’ in tutte le Marche e gli effetti delle scelte firmate Ceriscioli che hanno determinato la chiusura di 13 ospedali in tutta la regione accentrando il flusso continuo in poche strutture già perennemente ingolfate, ha portato un danno incalcolabile, con il moltiplicarsi di attese interminabili davanti alle porte dei triage, ormai giunte a livelli inaccettabili. Prepariamoci a una estate da caos totale e da “si salvi chi può”: con l’arrivo di migliaia di turisti, le richieste al Pronto Soccorso di San Benedetto e alla Medicina d’Urgenza anche provenienti dal vicino Abruzzo, il reparto imploderà. A quanto pare la situazione non sembra avere sbocchi: i bandi per i medici vanno costantemente deserti al punto di dover assumere unità senza specializzazione per far fronte alla copertura dei turni. Le guardie medica, dal canto loro, non sono attrezzate per far fronte alla emergenza che si prospetta: il supporto alle esigenze dei pazienti in pronto soccorso almeno per i codici bianchi è possibile, ma la percentuale dei casi è minima e non varia di molto il quadro generale” dice Giorgini.


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