Il Soccorso Alpino ricorda i dieci anni dal sisma
In occasione del decimo anniversario del sisma che il 24 agosto 2016 colpì il Centro Italia, il Soccorso Alpino e Speleologico Marche – CNSAS si unisce al ricordo delle vittime e rinnova la propria vicinanza alle famiglie e alle comunità interessate dall’evento sismico.
Alle ore 3:36 del 24 agosto 2016 una violenta scossa interessò una vasta area dell’Appennino centrale, provocando gravissime conseguenze anche nel territorio marchigiano e, in particolare, nel Comune di Arquata del Tronto e nelle sue frazioni.
L’attivazione del Soccorso Alpino e Speleologico Marche fu immediata. Già alle 4:30, a meno di un’ora dalla prima scossa, le squadre della XVII Delegazione Alpina risultavano in partenza verso le aree maggiormente colpite.
Nel corso delle ore successive il dispositivo operativo venne progressivamente rafforzato attraverso l’impiego di tecnici specializzati, personale sanitario e unità cinofile, con particolare concentrazione delle attività nei territori di Arquata del Tronto e Pescara del Tronto e nelle altre località interessate dall’emergenza.
Nella giornata del 24 agosto 2016 risultavano impegnati nelle aree terremotate marchigiane circa 40 operatori del Soccorso Alpino e Speleologico. Il giorno successivo, nelle aree di Arquata del Tronto e Pescara del Tronto, il dispositivo comprendeva 63 tecnici specializzati nelle operazioni di scavo e recupero e 6 unità cinofile.
L’intervento si inserì nel più ampio dispositivo nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che vide il progressivo impiego di personale proveniente da diverse regioni italiane.
Nella giornata del 24 agosto il CNSAS impiegò complessivamente 112 operatori, 13 unità cinofile e 10 medici. Il 25 agosto il personale operativo raggiunse le 153 unità, con 21 unità cinofile e 16 medici, mentre il 26 agosto furono impegnati 187 operatori, 19 unità cinofile e 16 medici.
Al termine della prima fase delle operazioni di ricerca e soccorso, il bilancio nazionale del CNSAS registrò 55 feriti gravi estratti vivi dalle macerie, oltre a numerosi feriti lievi, 421 giornate/uomo di tecnici, 53 unità cinofile impiegate e 42 giornate/uomo di personale sanitario.
Le attività vennero svolte in stretto coordinamento con le strutture del sistema nazionale e regionale di Protezione Civile e con tutte le componenti operative impegnate nell’emergenza.
La presenza del Soccorso Alpino e Speleologico Marche nei territori colpiti dal sisma non si esaurì tuttavia nei giorni dell’emergenza. Il Corpo ha continuato, negli anni successivi, a garantire quotidianamente il proprio presidio operativo sull’intero territorio regionale e, in particolare, nelle aree montane dell’Appennino marchigiano, attraverso le attività di soccorso tecnico e sanitario, ricerca delle persone disperse, prevenzione, formazione e collaborazione con le istituzioni e con le altre strutture del sistema di Protezione Civile.
Una presenza costante che prosegue ancora oggi: ogni giorno i tecnici del CNSAS Marche operano nei territori, ne conoscono le caratteristiche e le criticità e garantiscono, attraverso competenze altamente specialistiche, una capacità di intervento pronta e qualificata al servizio delle comunità.
A dieci anni dal sisma, il Soccorso Alpino e Speleologico Marche ricorda quanti persero la vita, esprime la propria vicinanza alle famiglie e alle comunità colpite e rende omaggio all’impegno di tutti gli operatori che presero parte alle attività di ricerca, soccorso e assistenza alla popolazione.
Il decennale rappresenta un momento di memoria istituzionale e, al tempo stesso, richiama il valore della presenza quotidiana sui territori, della preparazione, del coordinamento e della capacità operativa del sistema di soccorso, elementi che continuano a costituire il fondamento dell’attività del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
Redazione




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