L’8, il 9 e il 10 luglio tre appuntamenti de “La Milanesiana”

Anche quest’anno La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, è pronta ad essere accolta nella splendida cornice del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno con tre appuntamenti da mercoledì 8 a venerdì 10 luglio.

L’8 luglio Vittorio Sgarbi dialogherà con Paolo Del Debbio e Stefano Papetti (Curatore delle Collezioni Comunali di Ascoli Piceno), per una serata che prende il titolo dalla pubblicazione di Sgarbi “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte” (La nave di Teseo), un viaggio attraverso la storia dell’arte, sulle orme di René de Chateaubriand, per raccontare la natura e la montagna interpretata dai più grandi artisti, dal Trecento ad oggi. Dal primo pittore a raffigurarla, Giotto, il più umano di tutti, alle Dolomiti nei quadri di Mantegna, dalla purezza dei paesaggi di Masolino agli scorci aspri di Leonardo, dove le rocce incorniciano le vergini senza tempo, agli impalpabili acquerelli alpini di Dürer in viaggio da Venezia verso la Germania. A fianco dei maestri celebrati, Bellini, Giorgione, Tiziano, Turner, Friedrich, Sgarbi ricorda capolavori di artisti meno noti, cresciuti in provincia, come Ubaldo Oppi, Afro Basaldella, Tullio Garbari. Un viaggio che attraversa le Alpi e le altre vette d’Italia raccontate dal realismo di Courbet e dal simbolismo di Segantini, nei colori di Van Gogh, nell’espressionismo di Munch e nei fantasmi di Böklin, nelle intuizioni di Italo Mus, Dino Buzzati, Zoran Mušič, fino alla nascita del turismo montano, della fotografia e della grafica che raccontano con una lingua nuova la spiritualità delle terre alte.

Aprirà l’incontro Francesca Filauri, Presidente Associazione Cultural-mente Insieme. Sabrina Colle leggerà brani dal libro “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte”. L’appuntamento sarà impreziosito dagli interventi musicali di Hildegard de Stefano al violino.

Inizio ore 21.00, ingresso gratuito su prenotazione www.eventbrite.it/e/vittorio-sgarbi-il-cielo-piu-vicino-tickets-1991467537012

Il 9 e 10 luglio ci saranno due serate diverse per linguaggio e atmosfera, ma accomunate da una forte tensione teatrale e da una riflessione profonda sull’essere umano, tra spiritualità, memoria, ironia e critica sociale.

Il 9 luglio andrà in scena “Ai margini della luce. Concertato a due per Francesco d’Assisi”, con Alessio Boni (Nastro d’argento come miglior attore protagonista 2004) e Marcello Prayer, per la speciale commemorazione degli 800 anni dalla morte di Francesco D’Assisi. La lettura-spettacolo nasce dal desiderio di non aggiungere nuove parole alla figura di Francesco, ma di far risuonare voci autentiche: quella del Santo, di chi lo ha conosciuto e custodito nel tempo, di chi ancora oggi ne avverte la presenza viva e bruciante. Uno spettacolo intenso capace di sprigionare una luce positiva e vitale, che invita il pubblico a un ascolto partecipe.

Inizio ore 21.00, biglietto cortesia 5 euro su Vivaticket www.vivaticket.com/it/ticket/ai-margini-della-luce/300070

Il 10 luglio sarà la volta dello spettacolo “L’inferiorità mentale della donna”, con Veronica Pivetti e Cristian Ruiz, su testo di Giovanna Gra, preceduto da un prologo di Maria Sole Sanasi.

Lo spettacolo affronta con intelligenza e tagliente ironia una delle più clamorose aberrazioni culturali del secolo scorso: l’idea che le donne siano state considerate per secoli fisiologicamente inferiori. È ispirato al compendio “L’inferiorità mentale della donna” scritto nel 1900 da Paul Julius Moebius – assistente nella sezione di neurologia di Lipsia – che esordisce così “Come stanno le cose riguardo ai sessi? Un vecchio proverbio ci suggerisce: capelli lunghi, cervello corto”. Attraverso una selezione di testi tra i più esilaranti mai scritti con pretesa di razionalità scientifica, la scena restituisce al pubblico un ritratto paradossale dei pregiudizi che hanno segnato la storia.

Inizio ore 21.00, biglietto cortesia 5 euro su Vivaticket www.vivaticket.com/it/ticket/l-inferiorita-mentale-della-donna/300071

Tre appuntamenti che offrono al pubblico occasioni diverse ma complementari di emozione e pensiero, nel segno di un teatro capace di interrogare il presente.


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