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L’impatto della crisi sulle piccole realtà locali, il sindaco Marco Fioravanti interviene su La7 ad Omnibus: “La visione del decreto Primo maggio. Produrre valore economico con nuovi asset. Combattere lo spopolamento con incentivi per i giovani”
In piazza per un ‘lavoro dignitoso’, è stata questa la rivendicazione delle sigle sindacali che ha animato le tante manifestazioni andate in scena il primo maggio in tutto il Paese. Come abbiamo avuto modo di seguire attraverso i canali tv nazionali, a Marghera si sono svolti i comizi di Landini, Fumarola e Bombardieri. In Emilia Romagna, da Modena a Ferrara, sono stati tanti i cortei e le iniziative avvenuti in tutte le province. A Bologna, invece, in piazza Maggiore, ecco allestito un focus su industria, lavoro di qualità e transizione ecologica. Mentre a Roma in piazza San Giovanni in Laterano si sono potute registrare oltre 250mila presenze, nell’arco dell’intera giornata, per il concertone del primo maggio. Stamattina su La7 nel corso della nota trasmissione Omnibus, condotta da Gaia Tortora, sono state affrontate molte delle problematiche che riguardano il mondo del lavoro e la recente crisi generata dalla complessa situazione geopolitica mondiale. In studio era presente anche Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno e presidente del Consiglio nazionale Anci, che per l’occasione ha preso parte al dibattito per parlare del decreto Primo maggio, dell’impatto della crisi sulle piccole imprese locali, di rilancio delle aree interne e di politiche giovanili.
“In questa fase credo sia importante fare un lavoro di riappacificazione – ha commentato il primo cittadino -, alimentando lo scontro tra lavoratori e imprese non si costruisce una visione futura. L’aspetto molto positivo degli ultimi anni è stata la rivalutazione del lavoro, passato da uno stato assistenziale ad un progetto di imprese insieme ai lavoratori. Questo decreto Primo maggio porta una visione nuova sugli aiuti alle aziende attraverso l’occupazione dei giovani, delle donne, ma anche sul rapporto lavoro-famiglia. Ciò costituisce un aspetto importante. Io credo che a livello locale serve anche creare un ambiente favorevole allo sviluppo dell’impresa. Da sindaco vedo che sul territorio le aziende arrivano non solo grazie all’aspetto economico, ma anche per l’ambiente che si crea. Anche nell’Anci parliamo delle problematiche che ci sono nei territori ed esse sono principalmente il lavoro e la casa. Poi adesso si sta iniziando ad affrontare il tema della residenza idrica. Il decreto porta un approccio nuovo e quindi anche il ruolo dei sindaci credo sia quello di valorizzare le imprese attraverso una relazione orizzontale con i lavoratori. Stiamo vivendo un momento molto complesso per via delle questioni geopolitiche. La crisi non è arrivata, ma sta arrivando. E se non attiviamo un meccanismo di incentivo al lavoratore, il problema sociale finisce inevitabilmente a carico dei comuni”.
“Abbiamo anni difficili a livello locale – ha proseguito Fioravanti -, basta guardare l’aumento dei materiali. I rincari aggravano la gestione da parte dei comuni e ciò comporta costi sempre maggiori. Noi sindaci stiamo facendo delle riflessioni. Dobbiamo aumentare anche sul fronte entrate, senza andare a toccare la tassazione ma considerando il comune come una vera e propria impresa. Con il Pnrr abbiamo avuto grandi possibilità e i comuni hanno dimostrato di saper mettere a terra il 94% dei fondi disponibili. Adesso si dovrà mantenere quel patrimonio rigenerato e bisognerà pensare con quali modalità farlo. Da un parte bisognerà cercare di metterlo a reddito generando valore sociale ed economico al comune, ma allo stesso tempo si dovrà lavorare anche su nuovi asset. Ad esempio ad Ascoli abbiamo fatto un grosso investimento sulle farmacie, aumentando le entrate del 50%. E questo sta aiutando a dare maggiori servizi per quanto riguarda asili e trasporto pubblico. Io ho iniziato come consigliere nel 2009 e da allora ad oggi lo Stato centrale ha ridotto i trasferimenti del 45% con un bisogno sociale che al contempo continua a crescere. Dobbiamo lavorare per applicare una politica sartoriale. Da una provincia all’altra ci sono esigenze e difficoltà diverse. Va data voce attraverso la capacità di valorizzare i territori e le loro economie”.
Le prospettive di futuro devono guardare soprattutto i ragazzi e proprio di recente le cento torri hanno potuto ottenere l’importante riconoscimento di Città italiana dei giovani 2026. “Stiamo lavorando molto sulla casa. Con il Pnrr abbiamo recuperato il 93% del patrimonio comunale e oggi realizziamo 120 alloggi che daremo in affitto a basso costo ai giovani che porteranno la residenza qui. Anche perché combattere lo spopolamento è importante per piccole realtà come la nostra. Chiaramente i ragazzi rimangono o tornano solo se c’è lavoro. E su questo fronte sappiamo bene quanto la situazione sia complicata. Le Marche rientrano tra le regioni che beneficiano della Zes e con questo riusciremo a contrastare la crisi industriale. Oltre a ciò però pensiamo a progetti innovativi con i giovani. Stiamo realizzando un modello che riguarda il condominio intergenerazionale. E vorrei aggiungere anche l’albergo etico che sarà gestito da ragazzi con disabilità per favorire sempre più l’integrazione”.
Massimiliano Mariotti




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