Parco dei Monti Sibillini, al via il nuovo progetto per la tutela della biodiversità: “osservati speciali” gli insetti saproxilici

 Erannis ankeraria, Rosalia alpina e Osmoderma eremita sono tre specie di insetti di interesse comunitario il cui monitoraggio, all’interno del territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è iniziato lo scorso mese di marzo.

Il progetto, della durata totale di due anni, è stato attivato grazie ai fondi della “Direttiva Biodiversità del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare” e si inserisce nel novero delle attività di ricerca applicata del Parco. Tra i risultati attesi c’è l’accertamento della definitiva scomparsa dall’area dei Sibillini dell’Erannis ankeraria, avvenuta con tutta probabilità a causa di attività di taglio boschivo eseguite in passato con eccessiva intensità e poco rispettose della biodiversità forestale. Per le altre due specie, Rosalia alpina ed Eremita odorosa, due coleotteri saproxilici, si tratta invece della prima indagine sistematica condotta direttamente dal Parco, che fa seguito ad un monitoraggio eseguito nel 2014 su alcune aree sperimentali.

Le foreste sono ecosistemi molto complessi, habitat della cosiddetta fauna saproxilica alla quale le tre specie di insetti, oggetto dello studio promosso dal Parco, appartengono. La fauna saproxilica, che vive grazie al legno morto o marcescente, è parte attiva del suo processo di decomposizione, restituendone così i componenti all’ambiente e rendendoli disponibili per la crescita di una nuova generazione di alberi.

La presenza di tali specie assicura la corretta funzionalità dell’ecosistema forestale e fornisce informazioni di rilevante interesse per la tutela della biodiversità. In particolare, la Rosalia alpina riveste il ruolo di indicatore per i boschi cosiddetti vetusti, ossia boschi in cui non si eseguono più interventi di taglio da molte decine di anni, ed in cui sono presenti alberi monumentali, ricchi di cavità, in parte deperienti e a volte “morti in piedi”.

Tali alberi sono definiti proprio “alberi habitat”, poiché rappresentano nicchie ecologiche per specie di insetti, uccelli e pipistrelli. Acquisire tali dati sarà fondamentale per avere indicazioni circa la gestione dei boschi, per un corretto aggiornamento dei formulari dei Siti Natura 2000 e per il monitoraggio delle specie di interesse comunitario previsto dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE).

“Grande è il ruolo ecologico di queste specie – sottolinea il direttore Carlo Bifulco – e per questo, oltre al coinvolgimento degli operatori, abbiamo optato per aprire la ricerca anche all’utenza. Quello che oggi ci preme comunicare agli appassionati della natura e ai visitatori del Parco è un’attenzione maggiore per tutte le forme di vita che popolano i Monti Sibillini. La specie si può trovare principalmente in faggeta, su tronchi di vecchie piante con presenza di legno morto, grossi rami spezzati a terra e cataste di legna, preferibilmente ben esposti al sole. Ogni avvistamento potrà essere comunicato all’indirizzo e-mail salvi@sibillini.net specificando la data e il sito esatto di ritrovamento ed allegando la relativa foto”.

Print Friendly, PDF & Email

Articolo Precedente

Crisi idrica, a Grottammare un'ordinanza per limitare i consumi

Articolo Successivo

Igor Baiocchi torna presidente del Circolo Nautico Sambenedettese: subito vertice con Piunti