Piscina comunale, interviene CasaPound: “Ristabilire il diritto allo sport”


ASCOLI PICENO
– “Piscina bene comune – ristabilire il diritto allo sport!” così lo striscione di CasaPound affisso nella notte nei pressi della piscina comunale. I militanti della tartaruga frecciata, in una nota inviata ai giornali, prendono posizione sulla vicenda che ha coinvolto la squadra locale di pallannuoto, costretta a rinunciare al campionato di serie C e ad allenarsi fuori città per l’impossibilità di utilizzare l’impianto cittadino.

“Non sono chiari i motivi – afferma Giorgio Ferretti, responsabile nonché candidato di CasaPound alle passate elezioni – ma riteniamo inammissibile che una squadra ascolana non abbia modo di utilizzare un impianto pubblico affidato ad un concessionario con i seguenti principi, rintracciabili all’articolo 1 del Capitolato speciale “Il Comune di Ascoli Piceno (nel proseguo Comune) con l’affidamento della gestione (nel proseguo gestione) a terzi (nel proseguo Concessionario) dell’impianto sportivo di cui al successivo art.2 (nel proseguo Piscina) si pone l’obiettivo di affidare l’organizzazione e la gestione al fine di promuovere e valorizzare lo sviluppo di attività sportive ed il soddisfacimento di interessi generali della collettività. La Piscina è affidata per le finalità sportive, sociali, di propaganda e diffusione della pratica sportiva per la quale è stata realizzata.”

“L’amministrazione deve spiegare a noi e alla cittadinanza come tale articolo si concili con la situazione venutasi a creare, con ragazzi costretti a rinunciare a traguardi raggiunti con sacrificio ed abnegazione (principi alla base dell’attività sportiva) o addirittura a cambiare sport per l’impossibilità ad allenarsi.
La piscina – conclude la nota – è un bene pubblico ed il suo utilizzo deve essere conforme agli interessi della comunità,  se un privato non riesce a garantire questo principio che si torni alla gestione pubblica”.
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