‘Radici e Futuro’: a Ripatransone il dialogo tra giovani, imprese su futuro ed intelligenza artificiale. Una riflessione sulle prospettive di lavoro, sul valore delle radici e sul ruolo dell’essere umano
Ieri mattina al Teatro Luigi Mercantini un intenso confronto tra studenti, imprenditori e innovazione per riscoprire il valore dei mestieri del territorio nell’era dell’AI. Una riflessione sul futuro del lavoro, sul valore delle radici e sul ruolo dell’essere umano in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia. È questo il cuore di “Radici e Futuro – I mestieri del territorio nell’era dell’Ai”, l’incontro formativo promosso da LAP – Laboratori Aperti del Piceno con il patrocinio del Comune di Ripatransone, progetto che nasce per aiutare il territorio a crescere attraverso innovazione, cultura e formazione, costruendo concrete opportunità nel territorio. Protagonisti dell’iniziativa, studenti provenienti le quarte dell’Istituto Fazzini-Mercantini e i due indirizzi liceali: Liceo delle Scienze Umane e Liceo Scientifico, Scienze Applicate. Il benvenuto del sindaco Alessandro Lucciarini e a seguire della dirigente scolastica, prof.ssa Saula Rosati. Il primo cittadino ha ringraziato i Laboratori Aperti del Piceno, la Regione Marche, il dirigente scolastico, i docenti e gli imprenditori del territorio per aver contribuito alla realizzazione dell’incontro ospitato nello storico teatro cittadino. “L’Intelligenza Artificiale è uno strumento con cui i ragazzi si confrontano ogni giorno – ha dichiarato il sindaco – ma il suo utilizzo deve essere sempre consapevole e accompagnato da studio, esperienza e spirito critico. L’Ai può supportare il lavoro umano, ma non potrà mai sostituire mestieri capaci di creare emozioni, relazioni e prodotti unici. Questo è il messaggio che abbiamo voluto trasmettere ai nostri giovani”. Gli alunni del territorio, chiamati a confrontarsi direttamente con imprenditori, artigiani, professionisti e ricercatori per comprendere come il cambiamento tecnologico possa diventare un’opportunità senza cancellare identità, creatività e valore umano. Attraverso due incontri, il prossimo è previsto il 29 maggio.
I lavori seguiti dall’introduzione dedicata al progetto LAP – Laboratori Aperti del Piceno, realtà nata per creare connessioni tra giovani, formazione, innovazione e imprese locali diversi i comuni capofila a far parte di questo progetto. Che vuole ottenere benessere del territorio e spronare alla ricchezza e allo sviluppo di innovazione e formazione competitiva per non perdere giovani lavoratori e creare scambio e offerta anche per le imprese locali. Al centro del dibattito un messaggio preciso appunto: restare in un territorio non significa rinunciare alle proprie ambizioni. Al contrario, i borghi e le imprese locali possono rappresentare una concreta occasione di crescita personale e professionale, soprattutto in settori strategici come artigianato, agricoltura, manifattura, design, meccanica ed enogastronomia. Particolarmente coinvolgente il momento interattivo dedicato agli studenti, chiamati a partecipare al gioco “Umano o Intelligenza Artificiale?”, una serie di esempi concreti e provocatori per riflettere sui limiti e sulle potenzialità della tecnologia. Dal vino “perfetto” creato dagli algoritmi fino al valore emotivo o l’esperienza del meccanico che decide di rimanere e continuare a lavorare nell’officina dove ha sviluppato le sue competenze, i ragazzi sono stati invitati a scegliere chi possa davvero fare la differenza: la macchina o l’essere umano.
A portare la propria esperienza sono stati numerosi imprenditori del territorio, tra cui Daniele Iannini, storica industria dei mobili Mobiltesino che ha fatto dell’artigianalità una filosofia, Marco Santori, della Cantina Santori, Giovanni Traini presidente Cantina Colli Ripani, Marco Gregori imprenditore agricolo e presidente Coldiretti Giovani Ap-Fm, Gianluca Fioroni di officina meccanica Autolab e Fabio Cocci imprenditore artigiano nel settore idraulico. Ognuno ha raccontato ai ragazzi le difficoltà, le sfide, i sogni, le scelte quotidiane e soprattutto le soddisfazioni di aver scelto di investire nel proprio territorio raccontando anche ai ragazzi come oggi si trovano ad approcciare con Ai, ma gestendo ogni elemento che la compone come opportunità. Dalla parte della tecnologia nell’era della rivoluzione digitale, ulteriore approfondimento scientifico è stato portato in esame analizzando ogni aspetto grazie il prof. di Lucio Ciabattoni, già ricercatore presso l’Università Politecnica delle Marche, professore associato Uni Pegaso ed esperto internazionale di Intelligenza Artificiale; ha illustrato come Ai, robotica e machine learning possono diventare strumenti di supporto alle imprese e non necessariamente sostituti dell’uomo. Nel finale, il confronto diretto con gli studenti ha riportato il focus sul senso più profondo della giornata: costruire un futuro in cui tecnologia e umanità collaborano senza perdere il valore delle relazioni, delle emozioni e delle competenze artigianali che rendono unico un territorio. “Le radici non sono qualcosa che ci trattiene, ma ciò che ci permette di crescere senza perderci” è stato il messaggio conclusivo rivolto ai giovani: formarsi, viaggiare, conoscere il mondo, ma senza dimenticare la possibilità di tornare e costruire proprio qui il proprio futuro.
Redazione




Lascia un commento