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Sabato 23 va in scena uno spettacolo sul poeta Guglielmo da Lisciano
L’incipit del celebre Cantico delle creature, la prima grande poesia in volgare italiano scritta da San Francesco d’Assisi intorno al 1226, recita: “tue so’ le laude” (tu sei le lodi). Questo straordinario componimento, il testo poetico più antico della letteratura italiana di cui si conosca l’autore, offre l’opportunità di creare uno spettacolo che fonde teatro e musica. Cesare Catà porterà in scena un monologo itinerante al Teatro Filarmonici sabato 23 maggio alle 17. L’evento narra una storia incredibile che coinvolge Francesco, il Cantico e, soprattutto, un frate ascolano che dominò il panorama poetico del suo tempo. L’associazione culturale Civiltà Picena ha voluto questa performance, con il patrocino dell’Arengo e il finanziamento della Fondazione Carisap, per far conoscere un personaggio straordinario del Piceno, il poeta Guglielmo da Lisciano. Dopo aver fatto parte della Corte Sveva di Palermo, si convertì in seguito all’incontro con il Poverello d’Assisi. Questa unione spirituale tra Francesco e il poeta ascolano, divenuto Fra’ Pacifico, contribuì allo sviluppo del “Cantico delle creature”, anche se la firma del poeta non è mai stata confermata nell’opera.
«Il progetto vuole far conoscere un personaggio rimasto per troppo tempo nell’ombra», ha dichiarato Donatella Ferretti, presidente di Civiltà Picena, affiancata da Elisabetta Carassanesi e Donatella Rossi Brunori del cda della Fondazione Carisap, e da Gabriella Alboini, vicepresidente dell’associazione. «Lo spettacolo è un monologo con parti recitate e musiche originali, composte da Maurizio Serafini», ha spiegato Catà.
Redazione





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