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San Benedetto al voto, la visione di Denis Voltattorni tra rigore tecnico e visione culturale: “Stiamo assistendo ad una sostituzione sociale”
In un panorama politico spesso dominato da figure speculari, la candidatura di Denis Voltattorni per la lista Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Socialista Italiano spicca per un’insolita dualità. Da un lato c’è l’uomo dei numeri e delle procedure, con ventuno anni di esperienza professionale nella gestione degli appalti pubblici e degli uffici gare; dall’altro c’è l’anima creativa che, da un quarto di secolo, anima le serate del territorio come DJ. Questa doppia identità non è per Voltattorni una contraddizione, ma il punto di forza per una proposta amministrativa che ambisce a coniugare l’efficienza burocratica con una nuova sensibilità sociale e culturale.
L’allarme sociale: il rischio della ‘città vetrina’
Il fulcro del discorso di Voltattorni risiede in una critica profonda ai processi di trasformazione urbana che stanno colpendo San Benedetto. Il candidato pone l’accento sui fenomeni di gentrificazione e turistificazione, termini tecnici che descrivono una realtà amara: lo svuotamento del centro abitato a scapito dei residenti storici. “Stiamo assistendo ad una sostituzione sociale” – denuncia Voltattorni – “dove le famiglie e le nuove generazioni sono costrette ad allontanarsi perché il mercato immobiliare privilegia le seconde case e le locazioni turistiche brevi”. La battaglia per il diritto all’abitare diventa quindi il pilastro di un programma che vuole riportare la vita quotidiana, e non solo quella stagionale, al centro dell’agenda politica.
Una rivoluzione culturale: dagli eventi al territorio
Netta è anche la divergenza rispetto alle strategie turistico-culturali degli ultimi anni. Voltattorni contesta con vigore il modello dei ‘grandi eventi’ isolati, spesso costosi e con ricadute effimere sul tessuto cittadino. La sua proposta vira con decisione verso i cosiddetti eventi diffusi: micro-iniziative distribuite capillarmente sul territorio e spalmate su più giornate. L’obiettivo è duplice: da un lato evitare l’impatto caotico di singoli picchi di affluenza, dall’altro garantire un sostegno costante e prolungato al commercio di prossimità e ai quartieri meno centrali. In questa visione di rinascita urbana, il recupero degli spazi dismessi gioca un ruolo chiave. Il candidato punta i riflettori su strutture iconiche, come l’ex Cinema delle Palme, proponendone la trasformazione in un hub socio-culturale. Non si tratterebbe di un semplice spazio espositivo, ma di un centro vitale per l’aggregazione giovanile e la produzione artistica, un luogo dove la cittadinanza possa riappropriarsi della propria identità culturale.
Una scommessa sul futuro
La proposta di Voltattorni si chiude con un richiamo alla responsabilità degli elettori. Per il candidato di AVS-PSI, il voto non è solo una scelta di gestione ordinaria, ma un investimento a lungo termine. “Le giunte durano cinque anni, ma gli effetti delle decisioni politiche restano per decenni”, ammonisce. La sfida lanciata è quella di un piano decennale, capace di guardare oltre l’immediato orizzonte elettorale per ricostruire una San Benedetto che torni a essere, prima di tutto, una città per chi la abita ogni giorno dell’anno.
Redazione





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