Nuova raccolta rifiuti: al via gli incontri nei quartieri e nelle frazioni
San Benedetto, cittadinanza alla Segre. La maggioranza: “ Sia inclusa anche Egea Haffner”
SAN BENEDETTO – La Senatrice a vita Liliana Segre durante il consiglio comunale viene indicata da una mozione della consigliera di minoranza Flavia Mandrelli come illustre destinataria della cittadinanza onoraria . Ma la platea dei consiglieri raccolta nel consiglio comunale non riesce a trovare un’intesa nemmeno su un tema tanto universale. La consigliera Flavia Mandrelli legge l’iniziativa come “ Una dimostrazione di civiltà, per non dimenticare, per ribadire il valore della vita, dell’impegno, della lotta alla discriminazione e al fascismo, della consapevolezza sulla necessità dell’attenzione ai conflitti dimenticati in Siria, in Libia, in Afganistan”.
Gli umori della sala sono tesi e non si rasserenano nemmeno di fronte alla trasversalità del tema, che vede l’appoggio anche di Forza Italia. La mozione, secondo Tonino Capriotti, “dà il polso della fermezza contro il dilagare il fenomeno del fascismo di ritorno, da condannare come ogni tipo di discriminazione riconducibile a qualsiasi tipo di totalitarismo”.
La Falco commenta : “Non riuscireste mai a far risorgere quelle aberrazioni, siete diventati una barzelletta metropolitana”, ma Gianni Balloni di Fratelli d’Italia si sente colto nel vivo (“se qualcuno ci considera coloro che hanno celebrato la marcia su Roma con la partecipazione a una cena, si sbaglia”, facendo riferimento alla conviviale di Arquata del 28 ottobre che ha destato l’indignazione generale).
Ma la discussione si accende quando Pierfrancesco Troli lancia il sasso nello stagno: “Per non strumentalizzare un significato simbolico del dramma, per dare un segnale, si avvicini alla Segre anche il nome di Egea Haffner, (esule Giuliana e vittima delle Foide). E che siano per i più piccoli un esempio”.
Piunti parla della cittadinanza in termini di strumentalizzazione, e chiede di presentare un documento all’unanimità, mentre Troli e Balloni si adoperano per scrivere l’emendamento alla mozione sul momento. È a questo punto che il consiglio viene sospeso per dieci minuti, per stilare un nuovo testo, con un emendamento alla mozione Segre. Ma la Mandrelli bolla l’iniziativa della maggioranza relativa all’emendamento come strumentale, perché ridotta a questione ideologica.
Le ribattono Troli e Balloni, giustificando l’emendamento come un riconoscimento a una vittima del popolo, senza titoli altisonanti, ma attiva nella lotta ai totalitarismi. Ma poi la conclusione di Troli fa riflettere: “l’unica colpa di Egea Haffner era di essere italiana”.
Interviene la Falco: “Sono due donne entrambe simboli, ma meritano una mozione a testa, sono diversi i carnefici, è diversa la storia, è uno svilimento dei personaggi unire i due nomi, non accettiamo l’emendamento”. Mentre Valerio Pignotti (FI)invita la politica a non dividersi su un tema così importante, il segretario del consiglio Mariagrazia Scarpone dice che l’emendamento è ammissibile, ma l’atto che ne esce è deforme.
Il consigliere De Vecchis sottolinea come il consiglio comunale ne esca come limitato e e avvilito e la minoranza tutta sostiene la votazione della mozione senza emendamento. Il sindaco Piunti riduce la mozione della Mandrelli a iniziativa di parte, “che rischia di svilire l’onorificenza della cittadinanza onoraria” e rilancia con l’invito alla senatrice alla giornata della memoria il 27 gennaio prossimo, così che i cittadini possano renderle onore. Piunti reitera quanto già detto nella lettera inviata alla Segre e propone così presentare due mozioni da votare all’unanimità, per due cittadinanze onorarie una alla Segre e una alla Haffner.
Ma De Vecchis chiede a gran voce a nome della minoranza che l’emendamento non venga votato. Alla fine si vota la mozione senza emendamento, con un esito inatteso: la mozione approvata all’unanimità.
Redazione





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