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San Benedetto del Tronto, vandali in azione al centro polisportivo dell’Agraria. La candidata Cameli: “Un colpo diretto alla comunità. Necessario ripristinare rapidamente la struttura”
Vandali in azione nel quartiere Agraria. Sono stati vari i danni causati alla struttura del centro polisportivo nella notte tra il primo e il due maggio. Ad intervenire sulla vicenda, denunciando il fatto è stata Arianna Cameli, candidata Alleanza Verdi Sinistra e Psi. “Come candidata per il consiglio comunale di San Benedetto del Tronto, sento il dovere di intervenire con fermezza su quanto accaduto alla tensostruttura del centro polisportivo dell’Agraria nella notte il 1° e il 2 maggio – sostiene la Cameli -. Non siamo di fronte soltanto a un danno economico da decine di migliaia di euro, ma a un colpo diretto a una comunità fatta di oltre 300 famiglie, di sacrifici quotidiani e di percorsi educativi
costruiti con impegno e dedizione. A loro va tutta la mia solidarietà. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le bambine e le ragazze della ginnastica artistica, che ogni giorno si allenano con disciplina, passione e fatica. Dietro ogni allenamento ci sono famiglie che accompagnano, sostengono, investono tempo ed energie. Interrompere tutto questo significa colpire non solo un’attività sportiva, ma un vero e proprio percorso di crescita. Parliamo anche di atlete che competono in categorie di serie A, come nel caso della World Sport Academy, e che partecipano a eventi nazionali e internazionali. Quanto accaduto assume un significato ancora più profondo: riguarda il diritto delle bambine allo sport e la necessità di garantire pari opportunità in una disciplina in cui la presenza femminile è prevalente”.
La candidata ha poi voluto rimarcare quanto San Benedetto sia una città che crede nello sport come strumento educativo, inclusivo e di crescita. “Allo stesso tempo, la crescente partecipazione maschile dimostra quanto sia fondamentale superare stereotipi e barriere culturali, rendendo lo sport uno spazio realmente aperto e inclusivo – prosegue -. È particolarmente preoccupante apprendere dai giornali che i responsabili siano, in larga parte, giovani. Questo non è un dettaglio: è un segnale evidente di disagio e di perdita di rispetto verso i
beni comuni. Ancora più grave è che questo gesto abbia colpito il diritto allo sport di coetanee e coetanei: un segno di distanza profonda dal valore della comunità. Di fronte a tutto questo, non basta indignarsi. Servono risposte immediate e responsabilità chiare: ripristinare rapidamente la struttura, per consentire alle atlete di tornare ad allenarsi; rafforzare la sicurezza dell’impianto, a partire dall’installazione di sistemi di sorveglianza; investire in educazione, prevenzione e responsabilità, coinvolgendo scuole, associazioni e territorio. Difendere l’Agraria significa difendere un’idea di città: una città che crede nello sport come strumento educativo, inclusivo e di crescita. Significa, soprattutto, non lasciare sole le bambine e le loro famiglie, che ogni giorno costruiscono con impegno e passione il proprio futuro”.
Redazione




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