San Benedetto, l’opposizione costruttiva di Margherita Sorge: “Vigileremo su ogni scelta per il bene della città con un controllo rigoroso”

 

A qualche settimana dal voto che ha ridisegnato gli equilibri politici in consiglio comunale, il dibattito si sposta già sulla strategia che caratterizzerà i prossimi anni di amministrazione. A tracciare il solco del percorso che attende la minoranza è Margherita Sorge, esponente di punta del centrosinistra, che analizzando il voto delle urne non nasconde le ragioni della sconfitta. “La responsabilità del risultato è nostra – ammette Sorge -. Probabilmente abbiamo pagato lo scotto di non essere riusciti, in tempi celeri, ad aggregare e a strutturare un lavoro di coalizione più ampio, includendo anche società civile e altre forze del centrosinistra che in passato avevano fatto parte della nostra esperienza amministrativa”. In questo contesto, Sorge non manca di soffermarsi sulla scelta del candidato sindaco, Giorgio Fede: “La figura di Fede non è il punto in discussione, ma è evidente che l’intero iter che ha portato alla sua designazione avrebbe potuto seguire un percorso ben più condiviso e partecipato”.

Nonostante il verdetto delle urne, l’esponente dem auspica una pronta ripartenza proprio da quei legami che non si è riusciti a consolidare in tempo, vedendo nell’attuale unità d’intenti un patrimonio prezioso di eletti ed esperienze che negli anni passati era mancato, e da cui muove ora l’impegno del Partito Democratico a lavorare concretamente per evitare nuove frammentazioni, puntando su un’opposizione che sappia dimostrarsi fin da subito compatta e coesa. Una compattezza che si tradurrà, sui banchi del Consiglio, in un approccio che non intende chiudersi in pregiudiziali ideologiche, ma pronto a esercitare una vigilanza ferma e puntuale. Il confronto verterà sui temi sensibili della città, con l’auspicio che il dialogo in Consiglio resti improntato a un costruttivo rispetto reciproco. “Eserciteremo un controllo rigoroso laddove riterremo necessario – spiega la consigliera – ma non ci sottrarremo al dibattito quando le proposte della maggioranza avranno come bussola esclusiva l’interesse della collettività”.

Il nodo centrale resta quello della qualità del confronto democratico. Per Sorge, il funzionamento dell’ente non può prescindere da un’equità che sappia valorizzare il ruolo di chi siede sui banchi della minoranza. “La democrazia si nutre di pluralismo – conclude – e per questo ci aspettiamo che la maggioranza riconosca il giusto spazio alle istanze che rappresentiamo, in quanto espressione di una parte consistente della cittadinanza che ha diritto a vedere tutelate le proprie idee. Non ci accontenteremo di comparsate: la nostra sarà un’attività di controllo costante, ma sempre orientata alla costruzione del bene comune”. Con queste premesse, per Sorge la linea strategica dell’opposizione sarà definita collegialmente e dovrà fondarsi sui principi di trasparenza, equità e rispetto delle minoranze, con la chiara intenzione di rendere il gruppo consiliare il custode attento delle dinamiche istituzionali, garantendo che ogni provvedimento sia preso nell’esclusivo interesse dei cittadini, compresi coloro che non hanno votato per l’attuale maggioranza.


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