San Benedetto riparte dall’unità: nessun dissidio interno, ma una squadra pronta a governare a lungo

 

Negli ultimi giorni alcuni organi di informazione hanno raccontato presunte tensioni interne alla maggioranza e, in particolare, alla delegazione di Fratelli d’Italia, ipotizzando malumori, contrapposizioni e rivalità legate alla scelta del futuro capo di gabinetto del sindaco. Per comprendere realmente il clima che si respira all’interno della coalizione che ha ottenuto la fiducia dei cittadini sambenedettesi, abbiamo raccolto impressioni, valutazioni e commenti da parte di consiglieri comunali eletti, candidati e numerosi esponenti che hanno partecipato alla recente competizione elettorale. Il quadro emerso è molto diverso da quello rappresentato da alcune ricostruzioni giornalistiche. Tutti gli interlocutori ascoltati hanno manifestato entusiasmo, spirito di squadra e piena disponibilità a contribuire al progetto amministrativo che guiderà San Benedetto del Tronto nei prossimi anni. Un clima caratterizzato dalla consapevolezza che il risultato elettorale sia stato il frutto di un lavoro collettivo e che il futuro della città richieda oggi collaborazione, responsabilità e capacità di fare sintesi.

La stessa composizione della Giunta e l’assegnazione delle deleghe assessorili, da parte del sindaco Nicola Mozzoni, sono state accolte con serenità e condivisione. La scelta di adottare criteri ispirati al cosiddetto “Metodo Cencelli” è stata infatti ritenuta dalla quasi totalità degli esponenti della coalizione una soluzione equilibrata e rispettosa del peso politico espresso dalle diverse componenti. Un metodo che, come noto, si basa su un principio semplice: tradurre il consenso ottenuto nelle urne in una rappresentanza proporzionata all’interno dell’esecutivo, tenendo conto non solo del numero dei voti ma anche della rilevanza strategica e amministrativa delle deleghe attribuite. Un criterio che, al di là delle definizioni giornalistiche, continua a rappresentare uno strumento di equilibrio e di rispetto reciproco tra le forze che compongono una maggioranza. Discorso diverso riguarda invece la figura del capo di gabinetto del sindaco. In questo caso non si tratta di una nomina politica da distribuire secondo logiche di rappresentanza, bensì di una scelta fiduciaria che la normativa attribuisce direttamente al Sindaco. Il Capo di Gabinetto è infatti una figura prevista dall’articolo 90 del Testo Unico degli Enti Locali e rappresenta il principale collaboratore del primo cittadino nel coordinamento politico-istituzionale dell’attività amministrativa.

Si tratta di un ruolo estremamente delicato, che richiede esperienza amministrativa, capacità di mediazione, conoscenza della macchina comunale, autorevolezza istituzionale e una consolidata relazione fiduciaria con il sindaco. Alla luce di queste considerazioni, molti osservatori ritengono assolutamente coerente l’orientamento che porterebbe alla nomina di Pierluigi Tassotti, amministratore che nel corso degli anni ha maturato una significativa esperienza sia come assessore sia come consigliere comunale, sviluppando una conoscenza approfondita delle dinamiche amministrative e dei rapporti istituzionali. La scelta del Capo di Gabinetto, pertanto, non può essere letta come una competizione personale né tantomeno come una graduatoria basata esclusivamente sulle preferenze elettorali ottenute dai candidati. Si tratta invece della individuazione della figura che meglio possa svolgere il ruolo di raccordo tra il Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale, la struttura burocratica dell’ente e gli interlocutori istituzionali esterni.

Per questo motivo appaiono prive di fondamento le ricostruzioni che descrivono un clima di scontento o di contrapposizione all’interno di Fratelli d’Italia. Da quanto emerso dalle verifiche effettuate, la volontà comune resta quella di contribuire al successo dell’amministrazione e di mettere le rispettive competenze al servizio della città. Allo stesso modo appare lontana dalla realtà l’idea che dietro le scelte amministrative vi siano presunte interferenze provenienti dal capoluogo ascolano. Una lettura che non trova conferma nei fatti e che rischia di alimentare inutili divisioni territoriali proprio nel momento in cui il Piceno dovrebbe presentarsi unito e competitivo. San Benedetto del Tronto, infatti, non può essere considerata un sistema isolato. Il suo sviluppo turistico, economico e culturale è strettamente collegato alla valorizzazione dell’intero territorio piceno: dalla straordinaria storia di Ascoli Piceno alla rete dei borghi dell’entroterra, fino alla bellezza unica dei Monti Sibillini.

Sempre più cittadini sono convinti che il futuro della Riviera delle Palme passi attraverso una promozione integrata del territorio, capace di mettere in rete mare, cultura, natura, enogastronomia e tradizioni. Una visione moderna che supera i campanilismi e guarda al Piceno come ad una destinazione unica, forte e riconoscibile. La sfida che attende la nuova amministrazione non è quella di gestire presunti conflitti interni, ma quella di trasformare in risultati concreti il consenso ricevuto dagli elettori. E, almeno per ora, i segnali che arrivano dalla maggioranza raccontano una squadra compatta, determinata e pronta a lavorare per restituire a San Benedetto del Tronto il ruolo che merita nel panorama turistico, economico e culturale dell’Adriatico. Auguri e lunga vita sindaco Nicola Mozzoni.


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