La chiesa di S.Angelo Magno spera di rinascere dopo il sisma

ASCOLI – Ci sono finalmente buone speranze che Sant’Angelo Magno possa essere inserito nel recupero dei beni architettonici  dopo il sisma. Ad auspicarlo è il Fai, da tempo impegnato a salvare la Chiesa, colpita duramente dal terremoto del 2016 e da allora lasciata in totale abbandono. Il complesso architettonico religioso, appartenente al secolo XIII e di certo uno dei più antichi del territorio ascolano, era stato incomprensibilmente non incluso nella lista dei monumenti bisognosi dai finanziamenti dopo i gravi eventi tellurici. Gli abitanti della città e in particolare i sestieranti della Piazzarola, quartiere in cui lo straordinario monumento è da sempre simbolo, in tutto questo tempo avevano energicamente lamentato la mancanza di attenzione nei confronti di questo capolavoro di tarda architettura romanica in città. Ora, circa il futuro di questo bene monumentale, sbarrato e lasciato in fatiscenza da tre anni, arrivano le parole rassicuranti da parte della presidente Alessandra Stipa, che è riuscita a far interessare la Regione al caso di Sant’Angelo Magno, in modo di poter beneficiare dei contributi necessari.

« La Chiesa era risultata votatissima dal progetto del Fai “I luoghi del cuore” grazie alle preferenze di oltre 4000 cittadini che l’avevano indicata come patrimonio da recuperare » ha spiegato Alessandra Stipa, che in tutto questo tempo ha cercato una soluzione in merito.   « Sant’Angelo Magno sinora era stato mancante di un intendimento volto al recupero e alla valorizzazione da parte del Comune, proprietario dell’immobile, impedendo così di poter accedere al finanziamento Fai previsto» ha aggiunto la presidente Stipa, che è riuscita a sensibilizzare al caso e istituzioni regionali, in seguito di numerosi colloqui con l’USR- Ufficio Sisma Regionale, con i vertici della Soprintendenza Regionale e con il Soprintendente Speciale per le Aree colpite dal Sisma. Adesso arriva la possibilità di salvare la Chiesa includendola nell’elenco dei beni architettonici pubblici, elenco che ogni comune dei luoghi colpiti ha stilato. Una lista che le permetterà dai ottenere finanziamenti per il recupero, data l’evidente importanza storico-artistica del bene monumentale. « L’Arengo, sollecitato in tal senso dalla presidenza del Fai, si è dichiarato disposto a notificare agli uffici preposti il proprio interesse al recupero della chiesa di sua proprietà » ha concluso, sperando che l’immobile possa essere restituito presto alla comunità della Piazzarola, già fortemente danneggiata a causa delle lesioni riportate dal Monastero di San Domenico.

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