Elezioni, il 6 maggio a San Benedetto convegno del ministro Mazzi sul turismo
San Benedetto al voto, dalle due del mattino al mercato ittico fino ai banchi del Consiglio. La sfida di Lorenzo Marinangeli: “Ho scelto la coerenza. Niente imposizioni, solo amore per la mia città”
C’è chi la politica la studia sui libri e chi, come Lorenzo Marinangeli, la vive con lo spirito del ‘buon padre di famiglia’ e la tempra di chi conosce il sacrificio. 42 anni di attività nel commercio del pesce, una sveglia che suona alle due di notte per quattro mattine a settimana e un legame viscerale con il porto: Marinangeli non è solo un candidato, è il racconto vivente di una San Benedetto che lavora.
Una vita al mercato: “Il nostro cuore pulsante”
“Mio padre, mio nonno, il mio bisnonno: siamo nel pesce da generazioni», esordisce Marinangeli. Questa esperienza non è rimasta fuori dalla porta del Comune durante il suo mandato da consigliere di minoranza. Anzi, ne è diventata il motore. Sua è la battaglia per il rilancio del mercato ittico, un settore che definisce «trascurato dalle passate amministrazioni”. Dalla mozione per restituire dignità alla struttura con una segnaletica adeguata e la riapertura dei bagni, fino al colpo di genio dell’economia circolare: l’introduzione di un compattatore per il polistirolo. “Ho intercettato i fondi regionali e ho cercato io stesso i macchinari – spiega – oggi il mercato è pulito e le cassette vengono riciclate. Questo è il mio modo di amministrare: risolvere problemi pratici”.
Sicurezza e decoro: “Niente lussi se mancano le basi”
Il programma di Marinangeli parla chiaro: sicurezza prima di tutto. È stato il promotore dell’introduzione del Taser per la Polizia Locale, una mozione passata nonostante le resistenze. Ma la sua attenzione va anche al degrado urbano e sociale: “Una città è bella se è sicura. Mi sono battuto contro l’abusivismo commerciale e per riportare l’ordine in zone critiche come quella della Caritas, dove servono fermezza e daspi per chi crea continui problemi di ordine pubblico”. Non manca una critica alle scelte urbanistiche attuali: “Inutile spendere quasi due milioni per Piazza Montebello se abbiamo Porto d’Ascoli in sofferenza, piante che muoiono e l’ecomostro di via Caravaggio che attende bonifiche dall’amianto da quarant’anni. Prima le necessità, poi i lussi”.
Lo strappo con la Lega e la nuova bandiera
La notizia politica più rilevante è però l’addio alla Lega, partito in cui è stato il primo degli eletti nel 2021. Uno strappo netto, seguito da altri 13 militanti. “Il mio è un addio per coerenza. Non accetto imposizioni o ricatti. La Lega è un partito gerarchico e mi sta bene, ma il rispetto per il lavoro fatto sul territorio viene prima di tutto”. Nonostante le numerose chiamate dai partiti nazionali, Marinangeli ha scelto la coerenza civica mantenendo i propri valori politici: “Corro con Nicola Mozzoni nella lista ‘Insieme per San Benedetto’. Voglio essere un cuscinetto tra i cittadini e le istituzioni, portando la voce di chi San Benedetto la vive davvero, di notte e di giorno”. Non ho lasciato un partito perché attratto da un altro, ma perché oggi sento il bisogno di un’unica bandiera: quella rossoblù, la più bella, la più importante.
Redazione




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