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San Benedetto al voto, Domenico Pellei: il coraggio dell’ascolto per non lasciare indietro nessuno. “Ascoltare i bisogni e tradurli in risposte”
Esiste un modo di intendere la politica che non urla, non cerca lo scontro frontale, ma si nutre di competenza e, soprattutto, di ascolto. È il profilo che emerge chiaramente dalle parole di Domenico Pellei, esponente di punta del Centro Civico Popolare – UDC, che si riaffaccia alla sfida elettorale per San Benedetto del Tronto con il bagaglio di chi ha già dato molto e la freschezza di chi sente ancora un debito di gratitudine verso la propria terra. Professionista stimato con oltre trent’anni di carriera nel settore delle certificazioni e della sicurezza alimentare, Pellei non è l’uomo che cerca nella politica un impiego o una rendita di posizione. La sua è una scelta di campo dettata da una vocazione civile iniziata quindici anni fa. Dopo una lunga gavetta tra i banchi della minoranza e il ruolo di Assessore al Bilancio negli ultimi quattro anni, ha saputo trasformare un incarico tecnico in uno strumento al servizio dei valori democratico-cristiani. Citando Paolo VI, Pellei ricorda che la politica è “una delle forme più alte di carità”, un concetto che traduce la fredda contabilità pubblica in un atto d’amore verso il prossimo.
Più vicini a chi ha bisogno: l’impegno per il sociale
Per Pellei, la politica è umanità applicata. La sua convinzione è profonda: “La capacità di dare risposta ai più fragili è la vera cifra del grado di civiltà della nostra comunità”. Al centro della sua visione non ci sono solo numeri, ma anche persone che vivono difficoltà quotidiane. Il suo impegno si traduce in un sostegno concreto per disabili, anziani e minori, definiti le colonne portanti e i punti più delicati del tessuto cittadino. La strada tracciata da Pellei è quella della cooperazione: “Il Comune deve essere un facilitatore, deve saper ascoltare i bisogni e tradurli in risposte insieme alle realtà del terzo settore”. Parallelamente, Pellei intercetta una sfida strutturale distinta: “Il problema delle giovani coppie che hanno difficoltà a trovare alloggio, a trovare casa, a prezzi accessibili”. Una barriera che impedisce il ricambio generazionale e che richiede una risposta politica mirata per garantire la serenità delle nuove famiglie.
Una San Benedetto più vivibile e ‘green’
Il sogno di Pellei è quello di una città che respira. L’obiettivo è “trasformare il volto urbano e la viabilità attraverso la creazione di parcheggi scambiatori strategici situati a nord, centro e sud”. Questi “polmoni” permetterebbero di liberare il cuore della città dalle auto, creando Zone 30 e oasi pedonali dove “le piazze e le vie principali siano luoghi di incontro e non solo di passaggio”. La sua è una visione di territorio che punta all’integrazione con Grottammare, Cupra Marittima e Monteprandone. “Dobbiamo pensare a una città che non sia chiusa in se stessa, ma aperta e moderna”, afferma, puntando sulla mobilità dolce come filo conduttore di una comunità in armonia con l’ambiente.
Un impegno per il domani
La San Benedetto del domani deve, innanzitutto, portare a compimento le grandi opere strategiche avviate con i fondi del PNRR. “Dobbiamo completare il lavoro iniziato”, spiega Pellei, riferendosi a interventi cruciali come la riqualificazione dell’Ex Stadio Ballarin, il recupero di Villa Rambelli e dell’ex municipio, la realizzazione dei due nuovi asili e la bonifica della piattaforma ecologica. In vista del voto del 24 e 25 maggio, l’invito è quello di sostenere la coalizione del sindaco Nicola Mozzoni. “Chiedo la vostra fiducia per questo percorso”, conclude Pellei, mettendo la competenza e il bene comune al di sopra di ogni interesse singolo.
Redazione




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