San Benedetto al voto, il ritorno di Orlando Ruggieri con ‘Progettiamo Insieme’: “Fede volto nuovo, noi uniti contro la destra degli interessi. Porto d’Ascoli e sanità le mie priorità”

 

Ci sono momenti in cui la storia personale, i valori e la passione politica si fondono per dare una scossa al presente. Il ritorno sulla scena attiva di Orlando Ruggieri, 68 anni, avvocato, ex deputato ed ex sindaco di Monteprandone, non è una semplice candidatura: è un atto d’amore e di responsabilità per la sua terra. L’uomo che ha attraversato la Prima Repubblica, crescendo nella straordinaria scuola politica del PCI, ha deciso di rimettersi in gioco alla guida della lista civica “Progettiamo Insieme” (anima pulsante del progetto riformista Marche Vive) ponendosi come il vero nucleo d’acciaio e il tessitore instancabile del “campo largo” a sostegno di Giorgio Fede.

Lo scudo della coerenza e lo strappo per la legalità
La parabola politica di Orlando Ruggieri è una lezione di coerenza che non ammette compromessi. Entrato in consiglio comunale ad appena 22 anni, nel 1980, non ha esitato a scontrarsi duramente con il suo stesso partito e con il sindaco dell’epoca pur di difendere la regolarità di un’asta pubblica che riteneva turbata. Quello strappo gli costò l’espulsione dal PCI, ma ne forgiò il mito di amministratore incorruttibile: ripartito da zero con una lista civica, sfidò il sistema, ottenne la sfiducia del sindaco e vinse per due volte consecutive le elezioni a Monteprandone con un plebiscito storico. Da lì il volo verso la Camera dei Deputati nel 2001, conquistando da leone solitario l’unico collegio uninominale maggioritario del centrosinistra in tutta la regione contro la corazzata di Alleanza Nazionale. Oggi, dopo anni dedicati alla sua professione, Ruggieri torna perché non può più tollerare lo spettacolo di una San Benedetto paralizzata dalle indecisioni e dalle faide interne. “La politica mi ha dato immensamente più di quanto io abbia dato a lei. Oggi non ho bramosia di potere, non cerco poltrone o ruoli di prestigio. Sono pronto a stare in trincea, anche come semplice consigliere comunale, per ridare dignità a questa città. Ma davanti al mercimonio dei valori e alla totale assenza di visione, nessuno può permettersi di rimanere a guardare”.

Il retroscena delle trattative: “Abbiamo blindato l’unità. Fede è la svolta”
Per Ruggieri, il vero capolavoro di questa campagna elettorale è l’unità ritrovata del centrosinistra, un miracolo politico contrapposto al caos di un centrodestra lacerato dalle poltrone. “Il mio orgoglio più grande è aver ricostruito il campo largo – dichiara con forza –. Una volta eravamo noi quelli litigiosi, quelli che cercavano ogni scusa per dividersi. Oggi abbiamo trovato ragioni d’acciaio per stare insieme”. L’avvocato svela così le dinamiche che hanno portato alla scelta del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle: “Io ero uno scettico della prima ora della filosofia grillina dell’uno vale uno. Ma al tavolo delle trattative ho incontrato un uomo di uno spessore umano e di un’onestà intellettuale rari: Giorgio Fede: è lui il volto nuovo di cui San Benedetto ha un disperato bisogno”.

Quattro battaglie di civiltà per riaccendere San Benedetto
Orlando Ruggieri traccia una linea netta tra il passato e il futuro di San Benedetto, muovendosi con il passo sicuro dell’uomo d’esperienza e la grinta di chi sa di non aver tempo da perdere. Quello dell’esponente del campo largo non è un semplice programma elettorale, ma un manifesto di quattro battaglie di civiltà, chiare e irrevocabili. Una visione che rimette al centro i bisogni reali della comunità: dalla liberazione di una viabilità soffocata a una sanità che deve tornare umana, fino al riscatto sociale degli ultimi e a una ritrovata fame di cultura.

La trincea di via Mare e quel “giuramento” per Porto d’Ascoli
Per quanto riguarda la viabilità, il candidato non usa giri di parole e parla chiaramente di una “trincea” a Porto d’Ascoli. La ristrutturazione radicale del sottopasso di via Mare e la rivoluzione totale dell’innesto sulla tangenziale non sono più capitoli di una trattativa, sono diventati un giuramento d’onore. Un punto che il candidato rivendica con orgoglio, svelando anche un retroscena: “Era saltato nella prima bozza per un refuso, ma venti giorni fa abbiamo blindato questo punto: sarà il primo obbligo del nostro mandato”. Come a dire: la parola data ai cittadini viene prima di ogni burocrazia, e i cantieri partiranno subito, senza esitazioni.

La rivoluzione dell’Ospedale Diffuso: curare a casa significa dare dignità
Ma è sulla sanità che Ruggieri sferra l’attacco più duro allo status quo, decidendo di superare una volta per tutte le logoranti ed egoistiche guerre di campanile su dove posare i mattoni del nuovo ospedale. La proposta è quella dell’Ospedale Diffuso. L’idea di fondo è tanto semplice quanto rivoluzionaria: curare gli anziani e i malati cronici direttamente a casa loro, nel calore dei propri affetti. Potenziare l’assistenza domiciliare, strutturare l’infermieristica di quartiere e sostenere concretamente i contratti per i caregiver sono i pilastri di questa visione. Solo così il Madonna del Soccorso potrà finalmente respirare, liberarsi dall’affanno e tornare a occuparsi esclusivamente delle acuzie e delle emergenze. “Curare le persone a casa significa restituire loro dignità”, insiste Ruggieri, rimettendo l’essere umano al centro del sistema sanitario.

Oltre il 20% del Bilancio al Sociale: la risposta umana alle ruspe e ai fili spinati
Il vero cuore pulsante dell’ex sindaco di Monteprandone emerge quando si parla di sociale. Ruggieri, che per anni ha offerto la sua consulenza legale gratuita alla Caritas, conosce fin troppo bene le ferite invisibili di San Benedetto e pretende che la voce degli ultimi diventi la priorità assoluta dell’azione amministrativa. La sua è una richiesta d’impatto: destinare più del 20% delle risorse del bilancio comunale al sociale. Il candidato non risparmia critiche a chi ha governato finora, ricordando che troppo spesso è la Caritas a dover fare le veci dello Stato e del Comune, dando da mangiare, offrendo cure mediche, ginecologiche e legali. E di fronte a drammi umani laceranti, come quello dei senzatetto al Ponterotto, Ruggieri alza un muro contro la politica del cinismo: “La risposta non possono essere gli sgomberi forzati e i fili spinati. Serve accoglienza, serve l’abbraccio delle istituzioni”.

La Cultura come arma per sconfiggere il buio dell’ignoranza
Infine, la rinascita intellettuale. San Benedetto deve scrollarsi di dosso l’apatia e smettere di rassegnarsi al ruolo di periferia culturale. L’ex sindaco di Monteprandone guarda avanti voltandosi indietro, evocando con nostalgia e ambizione le grandi stagioni che resero glorioso questo territorio ai tempi delle amministrazioni storiche di Paolo Perazzoli e Pietro Gaspari. Per il leader del campo largo, la cultura non è un lusso o un passatempo per pochi, ma la vera ricchezza di un popolo, “l’unica arma capace di sconfiggere il buio dell’ignoranza” e ridare una visione e un orgoglio a tutta la comunità.

La sfida di Ruggieri: l’antifascismo come bussola e il riformismo per cambiare San Benedetto
È in questa sintesi tra identità e pragmatismo che Orlando Ruggieri ribadisce la natura profonda della sua discesa in campo: un’azione politica che affonda le sue radici su due pilastri d’azione solidi e complementari. Da un lato, l’antifascismo, inteso non come vuoto richiamo ideologico o retorica da sbandierare quotidianamente, ma come bussola etica irrinunciabile. Dall’altro, il riformismo. Attraverso l’esperienza civica di “Progettiamo insieme” e il respiro ideale di “Marche Vive”, il riformismo diventa il vero motore programmatico. È la capacità di “scaricare a terra” le idee, traducendo la visione in risposte esatte per la città: dalla modernizzazione dei servizi al sostegno all’economia locale, fino all’apertura verso l’elettorato moderato, cattolico e liberaldemocratico.


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