Nuova raccolta rifiuti: al via gli incontri nei quartieri e nelle frazioni
San Benedetto al voto, il Ministro Locatelli e Mozzoni stringono un patto del cuore con il Terzo Settore: “Trasformare le riforme in gesti quotidiani”
Ci sono giornate in cui la politica si spoglia di ogni freddezza istituzionale per ritrovare la sua essenza più nobile e autentica: l’ascolto sincero, l’abbraccio e l’amore per il prossimo. È l’atmosfera straordinaria che si è respirata nella mattinata di domenica 17 maggio 2026, presso la sala dell’Hotel Relax. Un incontro vivo, pulsante, dove il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, si è immersa nel mondo del Terzo Settore, delle associazioni e delle famiglie del territorio. A fare gli onori di casa, con lo sguardo fiero, il candidato sindaco Nicola Mozzoni. Tra i due è scattata immediatamente una sintonia rara, un’intesa fondata sulla condivisione di valori profondi e sulla volontà incrollabile di rimettere l’essere umano al centro dell’agenda politica.
Al centro la persona: la rivoluzione del ‘Progetto di Vita’
Il cuore pulsante dell’intervento del Ministro Locatelli è stato un messaggio d’amore e di civiltà: andare oltre la logica della mera assistenza per riconoscere l’infinito valore di ogni persona, allargando lo sguardo oltre le disabilità motorie o sensoriali, per includere anche le patologie cronico-degenerative, oncologiche e le fragilità ‘invisibili’. “Dobbiamo passare dal mero assistenzialismo alla valorizzazione delle persone — ha spiegato il Ministro con profonda partecipazione — dobbiamo guardare alle reali funzioni, ma soprattutto ai desideri e alle necessità delle persone”. Da qui nasce la vera rivoluzione dei decreti attuativi della riforma: il ‘Progetto di Vita’. Un percorso personalizzato che non si spezza al compimento dei diciotto anni, ma che accompagna la persona per tutta la sua esistenza, proteggendola e valorizzandola in ogni fase della crescita, trasformando la valutazione dell’invalidità da una fredda percentuale a un sistema di sostegni (intensi, medi o lievi) su misura.
Strutture, Rsa e Caregiver: per una dignità senza confini
Con una franchezza e un carattere umano rari, Alessandra Locatelli ha condannato senza giri di parole le barriere burocratiche e amministrative, quei muri, che troppo spesso rallentano le leggi e isolano le famiglie nel momento del bisogno. La dignità, ha rimarcato il Ministro, va garantita ovunque una persona decida di vivere — in famiglia, in progetti di coabitazione o in strutture residenziali —, ma servono risposte adeguate: “Sicuramente non può essere che un ragazzo giovane, che ha una disabilità, venga collocato in una Rsa, che può essere la più dignitosa, ma noi dobbiamo pensare a un percorso che tenga conto delle esigenze, dell’età, della vita della persona con disabilità”. La carenza strutturale sul territorio, infatti, rischia di lasciare i cittadini senza punti di riferimento. In questo cammino di civiltà, un pilastro fondamentale della riforma è rappresentato dalla tutela di chi assiste i propri cari: per la prima volta si sta scrivendo una legge sul riconoscimento del caregiver familiare, stabilendo che la sua presenza non deve mai essere un pretesto per ridurre i sostegni istituzionali alla persona con disabilità. Un percorso che per il Ministro ha radici politiche ben precise: Locatelli ha infatti espresso profonda gratitudine alla Lega per aver acceso i riflettori del Governo su queste tematiche, promuovendo con forza la riforma e la protezione dei caregiver.
Il patto tra Locatelli e Mozzoni: una nuova prospettiva condivisa
L’evento svoltosi nella mattinata di ieri, si è chiuso nel segno di un’intesa autentica, che va ben oltre la semplice convergenza politica. Il Ministro Locatelli ha voluto esprimere una profonda stima umana nei confronti di Nicola Mozzoni, elogiando la sua reale vicinanza a chi vive in condizioni di fragilità: “Persone come Nicola sono la linfa di cui i territori hanno bisogno per trasformare le riforme in gesti quotidiani”. Un’investitura importante, che il candidato sindaco ha accolto, rilanciando subito con una proposta concreta per il futuro della città: l’istituzione di tavole rotonde permanenti tra il Comune e le realtà locali. L’obiettivo dichiarato da Mozzoni è quello di abbattere ogni distanza istituzionale, permettendo a famiglie e associazioni di decidere e progettare insieme le politiche sociali del territorio. È proprio in questo gioco di squadra che risiede la forza del progetto: le risposte ai bisogni più complessi non si calano dall’alto, ma si costruiscono giorno dopo giorno, camminando insieme. Questo intenso scambio di sguardi e di intenti tra il Ministro e Mozzoni ha suggellato una promessa forte davanti a una platea gremita, lasciando una certezza condivisa da tutti i presenti: soltanto muovendosi insieme, con coraggio, cura e umanità, San Benedetto potrà finalmente diventare una città in cui nessuno viene lasciato indietro.
Redazione





Lascia un commento