Sociale, riparte il progetto “Ci vuole un Fiore”

ASCOLI – A marzo 2020, le misure di sicurezza per contenere la diffusione della pandemia di Covid-19 hanno imposto la chiusura dei Centri diurni per le persone con disabilità e, con la chiusura del Centro ANFFAS, si è interrotto “Ci Vuole Un Fiore”, progetto realizzato dall’Associazione insieme alla Fondazione Carisap. In tempi di Coronavirus, l’ANFFAS Onlus di Ascoli Piceno ha messo in campo diverse misure per assistere i loro ragazzi e continuare le attività dedicate all’autonomia e al sostegno educativo dei disabili.

Con l’aiuto degli educatori, dei volontari e, naturalmente, dello smartphone, sono state portate avanti attività smart,che hanno permesso ai ragazzi e alle ragazze  di svolgere attività di inclusione e socializzazione nello loro abitazioni.  Nell’emergenza gli operatori hanno messo in campo impegno personale, fantasia e abnegazione, ma la sfida più impegnativa per l’Associazione è stata passare dalla creatività ad una più strutturale riorganizzazione, dall’impegno personale degli operatori all’adozione di nuove modalità sistematiche nel gestire il servizio.

A partire da luglio infatti, la nuova organizzazione prevede turni di frequenza differenziati e utenti organizzati in piccoli gruppi stabili, con una  riorganizzazione degli spazi interni, rispetto delle norme igieniche e di sanificazione, l’utilizzo delle mascherine e test sierologici, oltre a trasporti che garantiscano la sicurezza.

La primavera rappresenta la rinascita e con l’augurio di  un nuovo inizio, dopo un anno riprende il progetto “Ci Vuole Un Fiore”, un progetto di orto-terapia, ma non solo. Gli ospiti del Centro diurno, dal 10 marzo, torneranno ad occuparsi del loro orto e della loro serra, presso gli orti sociali di “Amici nella Natura”, dedicandosi alla coltivazione di piante e fiori. Si sa bene che la cura delle piante ha bisogno di continuità e nel periodo più critico sono stati gli operatori che volontariamente si sono adoperati perché la serra restasse viva. Il progetto prevede anche un laboratorio di lavorazione della creta, dove si realizzano vasetti che dovranno contenere le piante coltivate.

L’orto-terapia rientra tra le terapie occupazionali, che concentrano l’attenzione sullo sviluppo e il mantenimento della capacità di agire delle persone; l’orto diventa uno strumento che insegna la pazienza, l’operosità, ma soprattutto la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, attraverso il “saper fare” e il “saper prendersi cura” e la crescita di una pianta è il risultato tangibile della propria capacità. Inoltre tali attività, grazie al contatto con la natura e al lavoro manuale, aiutano a combattere stress e paura; la conferma si è avuta in questo periodo, in  molti hanno riscoperto l’importanza di vivere all’aria aperta e tanti, i più fortunati, hanno deciso di provare a mettere su un orto o a fare giardinaggio, tantissimi si sono dedicatiti alle  piante in balcone.

In un momento così delicato l’Associazione è consapevole e felice dell’opportunità che questo progetto, sostenuto dalla Fondazione Carisap e grazie alla disponibilità di Amici nella Natura, dona ai ragazzi che frequentano il Centro Diurno . Il progetto ha regalato e continuerà a regalare grandi emozioni, nel rispetto delle norme sanitarie nel rispetto delle norme  per la sicurezza di tutti.

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