La “spiaggia libera tutti” promossa dalle associazioni dei disabili

L’Associazione Spina Bifida Marche – A.S.B.I., l’Associazione Paraplegici Marche – A.P.M e l’Unione italiana Ciechi –  U.I.C Marche stanno da tempo portando avanti il progetto di monitoraggio della spiagge accessibili della costa marchigiana realizzando delle video recensioni che possano essere utili a chi vuole trovare una spiaggia accessibile alla proprie esigenze.

Domenica 4 luglio i rappresentanti di queste associazioni hanno girato delle immagini che saranno usate per una recensione della spiaggia attrezzata ad alta accessibilità di San Benedetto, nata dal progetto comunale “Spiaggia libera tutti” che ha portato a realizzare un tratto di arenile pensato e allestito per l’accoglienza prioritaria di soggetti con difficoltà di mobilità.

La videorecensione è stata girata alla presenza del presidente dell’A.S.B.I Giorgio De Mattia e della vicepresidente Maria Pia Bianchini, del consigliere dell’U.I.C – Sezione di Ascoli Piceno/Fermo  Jozef Bludzin e del presidente dell’A.P.M. Primo Sprecacè.

 L’assessore alle politiche sociali Emanuela Carboni ha accolto i rappresentanti delle tre associazioni: “Siamo molto lieti che la nostra spiaggia attrezzata entri a far parte di quei luoghi pubblicizzati per un turismo veramente accessibile, dove i soggetti con difficoltà motoria, gli ipovedenti e i non vedenti possano godere in tranquillità del mare senza incontrare ostacoli. Vorrei ringraziare queste associazioni e quanti collaborano a realizzare i filmati perché il loro lavoro ci aiuta non solo a far conoscere queste opportunità ma anche a migliorare questo tipo di servizi”.

Il Presidente Giorgio De Mattia ha aggiunto: “La spiaggia ad alta accessibilità è la conferma delle potenzialità turistiche offerte dalla Riviera della Palme. In questa giornata abbiamo effettuato un sopralluogo a cui faranno seguito le nostre valutazioni che saranno riassunte, nei prossimi giorni, in un video. Noi concepiamo questa nostra attività come un supporto all’Amministrazione locale valorizzando il lavoro svolto e migliorare laddove dovessimo riscontrare criticità. Ci auguriamo che l’esempio di San Benedetto, ovvero quello di progettare coinvolgendo le associazioni che rappresentano la disabilità, sia sempre più seguito perché solo chi vive in prima persona la disabilità, e in generale le difficoltà quotidiane, può guidare gli Enti locali a progettare una comunità veramente inclusiva”.

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