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San Benedetto al voto, l’uniforme nel cuore, la città tra le mani: Martino Di Biase e la scommessa del “Noi”. Tra le priorità quella di una sicurezza che illumina e protegge
Martino Danilo Di Biase: maresciallo capo dei Carabinieri, 49 anni, laureato in giurisprudenza e in psicologia, coniugato. È questo il profilo di un uomo che ha dedicato quasi trent’anni della propria vita al servizio delle istituzioni e che oggi sceglie di mettere quella stessa dedizione a disposizione della sua comunità. C’è un momento preciso, infatti, in cui la protezione del cittadino smette di essere solo un dovere d’ufficio e diventa un’esigenza civile, quasi intima. Per Di Biase, cittadino di Porto d’Ascoli per scelta e passione, quel momento è arrivato ora. Non è la solita discesa in campo dettata da ambizioni di carriera; chi lo ascolta parlare percepisce il peso di una scelta ponderata, una sorta di missione di “manutenzione umana” per la sua amata Riviera delle Palme.
Oltre la divisa, l’uomo
Vederlo parlare della sua città significa osservare un uomo che San Benedetto la vive nel profondo, dai silenzi delle periferie ai battiti frenetici della movida estiva. “Sono un neofita della politica”, ammette con una sincerità che spiazza in un’epoca di slogan precotti. Di Biase non cerca il consenso facile; punta a quella competenza che, forte della sua duplice formazione accademica in legge e psicologia, considera l’unico vero antidoto al declino. La sua critica è rivolta a un sistema che da quasi quarant’anni ripropone gli stessi volti, mentre il mondo fuori è cambiato radicalmente. Per lui, la politica deve essere l’approdo naturale di chi ha già dimostrato il proprio valore nella società civile. In questo percorso, Di Biase ha scelto di schierarsi con convinzione tra le fila di “Noi Moderati” a sostegno del candidato sindaco Nicola Mozzoni.
Una sicurezza che iIllumina e protegge
Il suo cavallo di battaglia è il tema della sicurezza, ma con una visione architettonica e sociale che va oltre la semplice repressione. Grazie alla sua esperienza sul campo e ai suoi studi, Di Biase sogna una città dove la luce non sia solo un costo, ma uno strumento di libertà. Propone un sistema di illuminazione intelligente che si attivi al passaggio dei pedoni, trasformando i “punti ciechi” della città in luoghi vivi e sicuri per le famiglie. Anche sulla gestione della movida, l’approccio è costruttivo: invece di limitarsi a proibire, vuole premiare l’eccellenza. Propone sgravi fiscali sulla TARI per i gestori che investono in decoro e sicurezza, insieme alla figura degli “Street Steward” per disinnescare le tensioni prima che diventino cronaca nera, garantendo il divertimento senza militarizzare il centro urbano.
Il senso della squadra: il progetto per il futuro
Nella lista “Noi Moderati”, Di Biase ha trovato una casa fatta di professionisti che non vedono la politica come una scorciatoia personale. Quel “Noi” rappresenta un ponte lanciato verso i cittadini: il passaggio necessario dall’individualismo alla collettività. “Siamo persone che lavorano, che sanno cosa significa la fatica e la responsabilità di una famiglia”, sottolinea con orgoglio. La sua candidatura è una scommessa sulla fiducia ritrovata: quella di chi crede che, per cambiare il volto di una città complessa come San Benedetto del Tronto, serva rimettere l’ascolto e la competenza tecnica al centro di ogni decisione amministrativa. Oggi la città guarda a un uomo che ha deciso di mettere la sua esperienza al servizio della comunità, con la stessa dedizione con cui onora la sua divisa.
Redazione




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