Turismo montano: una domanda in crescita, ma mancano le strutture

ARQUATA DEL TRONTO – L’emergenza sanitaria ha portato tanti turisti ad iniziare a prendere in considerazione la montagna come meta del proprio tempo libero. Stando ai dati nazionali, ripresi molto fedelmente da testate giornalistiche, è presente una domanda “anomala” di soggiorni in località prettamente montane. Tale istantanea, però, sembra non trovare un’effettiva declinazione nel nostro territorio. Il rischio – più che concreto – è che si stia perdendo un’occasione di rilancio della zona. Abbiamo svolto un’indagine tra chi vive e lavora lì, ve la riportiamo di seguito.

S’intravede dai primi giorni che la montagna ha maggior appeal rispetto agli anni passati“. A parlare è Michele Franchi, vicesindaco di Arquata e presidente della Comunità del Parco. “La situazione è in evoluzione, anche a causa del brutto tempo. Purtroppo noi abbiamo pochissime strutture ricettive, quasi zero. In tutto l’arco del cratere è così. Per Arquata non arriviamo alle dieci unità. E’ tutto un turismo giornaliero, fatto di persone che si recano qui per fare una passeggiata sul Vettore o per vedere il lago di Pilato o i monti della Laga… Noi facevamo molto sistema con tutte le zone limitrofe, soprattutto prima del sisma. Noi sappiamo che da soli non si va da nessuna parte. Prima chi era di Arquata villeggiava a Norcia o Amatrice… Comunque c’è un buon movimento di persone, purtroppo non abbiamo la possibilità di ospitarne molte nel nostro territorio. Queste strutture servono, c’è bisogno di fare qualcosina in più, dando un’accelerata decisiva sulla ricostruzione. Naturalmente parlo di tutte le zone coinvolte negli eventi sismici del 2016. Dobbiamo ripartire insieme.”

Il riscontro delle strutture sparse nel territorio di Arquata

Nella mattinata odierna abbiamo anche avuto modo di contattare alcuni operatori che lavorano in zona. Alcune realtà faticano a tornare a regime, per motivi personali o economici o organizzativi. Tutti quelli raggiunti telefonicamente hanno avuto modo di notare un incremento delle chiamate – anche per il divieto di sconfinamento regionale – e delle richieste di pernottamento. Naturalmente, la domanda turistica, legata alle contingenze ed alle nuove esigenze sanitarie (sanificazione ambienti, distanziamento, organizzazione delle stanze…), comporterà una riduzione della capacità delle strutture, lasciando, verosimilmente, un saldo negativo.

Una vetrina per i produttori e per il territorio

In chiusura: abbiamo anche avuto modo di conoscere ed intervistare una realtà no profit del nostro territorio. “Monte Vector” è nata a seguito degli eventi sismici del 2016 da persone che hanno scelto di non arrendersi e “resistere ad Arquata del Tronto”. L’idea portata avanti corre su due binari: la riqualificazione territoriale e l’accessibilità della montagna per i disabili. Nasce come una vetrina di collegamento tra territorio ed amanti dell’aria aperta, cercando di rimettere in moto e sostenendo i piccoli produttori locali, portando avanti la conservazione della natura e delle tradizioni. In questi anni si sono mostrati come reali pionieri del turismo lento, creando delle occasioni di incontro tra le persone e le idee. Vista la particolare situazione contingente, stanno cercando una via per rimodulare l’offerta finora fornita, se prima erano i turisti ad esser portati dai produttori, ora saranno quest’ultimi ad essere coinvolti e condotti dai primi.

Print Friendly, PDF & Email

Articolo Precedente

Come sarà il ritorno a scuola dei bambini? I dirigenti scolastici: "Servono spazi e docenti in più"

Articolo Successivo

Ascoli, pubblicate le graduatorie dei beneficiari del reddito di civiltà